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Rinnovamento nello Spirito Santo - Piemonte e Valle d'Aosta

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Le Famiglie illuminano il Sinodo - In pregiera con Papa Francesco

Roma 03 Ottobre 2015
 

Dall’Esortazione spirituale di Salvatore Martinez
Veglia di preghiera, piazza san Pietro, 3 ottobre 2015

Sia benedetto il Signore che ha creato la famiglia. Si, la famiglia cristiana è di seme divino. Sarà sempre attaccata, offesa, umiliata, ma nessuno potrà mai sbarazzarsene, perché nessuno potrà mai sbarazzarsi di Dio, l'inventore e il custode della famiglia.

Per vivere veramente la famiglia deve pregare, deve tornare a pregare. Perché solo chi prega vive. Chi non prega perde l'uso del cuore e smette di amare.

 
 

La preghiera ricrea la famiglia, dilata la famiglia, di fa ospitare Dio e ci rende ospitali verso tutti.
Sbaglia chi pensa che la preghiera sia la resa dei deboli, di coloro che chiudono gli occhi sulla storia e si dichiarano impotenti dinanzi ai mali del mondo.

La preghiera è la più potente pedagogia di dialogo e di pace data agli uomini sulla terra. Noi siamo volto di un'umanità che ha trovato nella preghiera come parlare a Dio, come parlare con Dio dell'uomo, come parlare di Dio all'uomo.

Prega la famiglia che vuole vincere il male con il bene; che non vuole arrendersi dinanzi al male; che non vuole essere sopraffatta dallo scoraggiamento, dall'orgoglio, dall'indifferenza.
Prega la famiglia che vuole vedere la storia con gli occhi di Dio; Dio che ha fatto dell'umanità una sola famiglia; Dio che non discrimina, che non esclude, che è protezione dell'orfano, della vedova, del divorziato, dell'escluso, del discriminato.
Prega la famiglia che non vuole rimanere sola, con un cuore piccolo, chiuso, stanco, incapace di accogliere il prossimo.
Prega la famiglia che vuole trovare nuove energie per amare; che ama la vita, che la stima degna di essere vissuta sempre; che difende la vita dell'uomo da ogni sopraffazione umana, da ogni violenza fisica, morale, spirituale.

Voglia lo Spirito Santo dilatare i nostri cuori e donarci una nuova cura d'amore per le nostre famiglie e per ogni famiglia che incontreremo nel cammino delle nostre comunità, perché «si veda e si senta» (cf At 2, 33), come a Pentecoste, che l'amore di Dio è più forte di ogni costrizione umana e che la fede in Gesù «vince il mondo» (cf 1 Gv 5, 4-5) e salva la famiglia.
 
 

 

Dall'omelia di Papa Francesco per la Veglia di preghiera per il Sinodo sulla famiglia
Piazza San Pietro, 3 ottobre 2015

Care famiglie, buonasera!
A che giova accendere una piccola candela nel buio che ci circonda? Non sarebbe ben altro ciò di cui c'è bisogno per diradare l'oscurità? Ma si possono poi vincere le tenebre?

Ogni famiglia, infatti, è sempre una luce, per quanto fioca, nel buio del mondo. La stessa vicenda di Gesù tra gli uomini prende forma nel grembo di una famiglia, all’interno della quale rimarrà per trent’anni. Una famiglia come tante, la sua, collocata in uno sperduto villaggio della periferia dell’Impero.

È luogo — la famiglia — di santità evangelica, realizzata nelle condizioni più ordinarie. Vi si respira la memoria delle generazioni e si affondano radici che permettono di andare lontano. È luogo del discernimento, dove ci si educa a riconoscere il disegno di Dio sulla propria vita e ad abbracciarlo con fiducia. È luogo di gratuità, di presenza discreta, fraterna e solidale, che insegna a uscire da se stessi per accogliere l'altro, per perdonare ed essere perdonati.