Rinnovamento nello Spirito Santo - Piemonte e Valle d'Aosta

Convocazione Regionale dei Gruppi e delle Comunità 2009 - 7 Giugno
MazdaPalace Torino
Tema della giornata: “…l’uomo di Dio sia completo
e ben preparato per ogni opera buona”
2 Tm 3,17

L’intronizzazione solenne della Parola ha aperto la Convocazione regionale dei gruppi e delle comunità al Mazdapalace a Torino, dove  - domenica 7 giugno 2009 -  sono convenuti fratelli e sorelle del RnS Piemonte – Valle d’Aosta. Sin dall’inizio della preghiera di lode il Signore ha rassicurato i nostri cuori con la promessa del Suo sostegno.

Sebastiano Fascetta ha guidato i presenti ad approfondire il tema della giornata, ponendo in luce che la vita autenticamente spirituale è vita autenticamente umana. Uomo perfetto, completo, è colui che aderisce al piano di Dio. Chi accetta Dio realizza la vita, che diviene bella, e ciò è possibile solo per chi ha il cuore unificato, in quell’armonia che nasce dallo Spirito Santo. Solo in Dio è vita piena, vita realizzata perché abitata dalla bellezza di Dio. Il cuore nuovo è unificato esternamente ed interiormente quando la persona aderisce a Cristo Signore.

Segno della presenza dello Spirito Santo nella nostra vita è lo stare insieme con le persone che il Signore pone sul nostro cammino. L’uomo nuovo, completo (perfetto) e ben preparato (equipaggiato per il cammino, pronto per il viaggio) comincia a vedere le cose in modo diverso, cominciando a ringraziare, ad accettare di entrare nel piano di Dio, senza mai perdere la gioia. Diviene così pronto per ogni opera buona (bella), rallegrandosi sempre. Quello della gioia per il cristiano è infatti un comando (Fil. 4, 4).
L’uomo nuovo può rallegrarsi continuamente perché sperimenta la onniprossimità di Dio: il Signore è vicino attraverso i fratelli e le sorelle e al Signore può rivolgersi in ogni necessità, sperimentando sempre la gioia di essere custodito dal Signore.

La Chiesa modellata da Gesù non si separava dalla vita e dalle persone, come invece facevano i farisei. La preghiera cristiana non ci mette in una stanza sacra, isolandoci dal mondo, dai fratelli, dai problemi perché Gesù realizzò e ci chiama a continuare la SPIRITUALITÀ DELL’UNIONE senza preferenze di persone, senza cercare quello che hanno di bello, ma facendosi carico della miseria degli altri (essere misericordiosi). Così i padri e le madri diventano capaci di chinarsi e di portare i pesi dei figli. Per il cristiano non esistono separazioni. Cristo è venuto a proporre la liberazione dell’uomo non dalla morte fisica, che prima o dopo giunge per ognuno, ma da un male maggiore, quello della divisione, da se stessi, dagli altri, da Dio. Dove c’è divisione c’è morte e non più vita. Quando siamo portati ad eliminare l’altro dalla nostra vita si apre lo spazio della morte.

Segno distintivo di una vera esperienza dello Spirito Santo è la carità, che attraverso Gesù si è fatta visibile ed è vivibile, l’amore vissuto seguendo il Maestro. La carità va depurata dal protagonismo, da ciò che facciamo agli altri, come se l’amore nascesse da noi, tanto da attirare apprezzamenti, parlando di se stessi ed esprimendo giudizi sugli altri.
Chi è umile sa mantenere i piedi per terra, sa di avere dei limiti, sa di avere bisogno di collaboratori: è così che ci si apre agli altri nella via del servizio. Così l’uomo, la donna di Dio, divengono spiritualmente equipaggiati per compiere ogni opera buona.

L’incontro con Gesù risorto e vivo è esistenziale ed ha il potere di trasformare la vita. Noi, che ci professiamo uomini e donne nuove nello Spirito, impariamo da Lui ad essere veramente uomini e donne rinnovati, nel pensiero, nella vita, nelle relazioni. Nel Vangelo della settimana santa si coglie bene la dimensione umana di Dio. ECCE HOMO, disse Pilato. Riconobbe il Dio fatto uomo, quando lo vide torturato, disprezzato nella fragilità, nella debolezza della carne, ma anche nella fedeltà alla vita. Anche il centurione, pagano, lo riconobbe come Dio vedendolo morire in quel modo, perdonando senza odiare, senza ribellarsi.

Gruppi e comunità del RnS sono chiamati ad essere cuori e luoghi nei quali si vive l’amore. Prima di aspettarlo dagli altri, ognuno -  è chiamato ad essere veramente uomo o donna, unificato e vivificato dall’amore, senza il quale è inutile anche dare la propria vita, come attesta san Paolo (1 Cor 13, 3). Ciò che Gesù ha fatto, ognuno è chiamato a incarnarlo per la sua piena realizzazione umana. L’esistenza umana va educata sino a diventare capace di donarsi come Gesù che consegnò lo spirito. La grandezza non sta tanto nella croce, ma nel fatto che Gesù la rese grande.

L’uomo completo ha il desiderio della partecipazione quotidiana alla celebrazione eucaristica, e lo si riconosce da ciò che fa: tutto in lui manifesta bellezza, luce, forza. Il suo comportamento rinvia al comportamento di Cristo, l’uomo vero. Un segno che mostra come stiamo camminando può essere percepito interrogandoci sulla qualità delle nostre relazioni in questi ambiti: dopo la difficoltà abbandoniamo o riprendiamo il cammino? Ci sopportiamo a vicenda, tornando nella pace? Perdoniamo noi stessi e gli altri? Torniamo nella pace passando attraverso il sacramento della riconciliazione, per avere cuore pacificato per essere costantemente in pace con noi e con gli altri? Il Vangelo racconta il vero Dio – vero uomo, fatto uomo perché noi possiamo diventare come Lui. Ci ha amati per primi perché anche noi  - già da adesso -  possiamo essere partecipi della natura divina, realizzando la comune vocazione alla santità, imparando a divenire persone che vivono pienamente la loro vocazione umana.

Si è santi nella misura in cui si è fedeli alla vita umana. E ciò affascina oggi come allora ed attrarrà qualcuno dalla folla a divenire discepolo, senza disperdersi altrove. Era la parola di Gesù che attraeva, il suo modo di relazionarsi che attirava i discepoli; questo anche noi siamo chiamati a fare nel RnS. Si vive nel potere dello Spirito Santo quando si opera il miracolo del perdono, che è solo operazione divina. Essere cristiani significa essere uomini veri. Ed è Cristo che crea in noi l’uomo nuovo, completo per ogni opera buona. Accogliamo dunque Gesù realmente presente in noi.

Quando lo Spirito tocca, guarisce il cuore dalle malattie spirituali; molto intensa e partecipata è stata l’adorazione eucaristica, guidata da Sebastiano. I presenti, unendo le loro mani, hanno dichiarato di volersi far carico delle persone che si trovavano al loro fianco in quel momento e si sono impegnati a pregare per loro, quotidianamente, per l’intero anno, sino alla prossima convocazione.

Dopo la pausa per il pranzo, in una splendida giornata di sole, si è poi ripreso nel pomeriggio con alcuni canti, tra i quali Sole di giustizia, inserito nel CD 2009 e eseguito dalla corale regionale, tra i quali Francesco, Manuela e Valeria, gli autori che hanno accolto e sviluppato quell’ispirazione. Hanno fatto seguito due testimonianze, di Daniela e di Andrea, che hanno attestato la tenerezza e le opere di guarigione compiute dal Signore, manifestate anche attraverso le persone che ci circondano nelle vie della scienza medica.

Pino ha poi introdotto il coordinatore regionale Lorenzo Pasquariello che ha ripreso le immagini delle passate convocazioni, continuando le similitudini tra il gruppo del RnS e la costruzione di un edificio. Dopo aver già compreso che noi siamo pietre vive di quell’edificio spirituale che è il gruppo e che esso deve essere sostenuto dai pilastri della preghiera e della formazione, ora occorre verificare che la casa sia stata costruita secondo il progetto originale previsto dall’architetto che è Dio. Infatti il RnS è nella Chiesa; è riconosciuto dai Pastori come un cammino di fede, raccomandato a chi, entrando, potrà acquisire nuova forza nel cammino verso la santità. A parte il tocco originale del costruttore, la forma deve sempre richiamare il progetto armonico originale, che si viene scoprendo sempre meglio attraverso la formazione.
 Il clima che si respira all’interno va modellato sulle relazioni di Gesù in modo che ognuno possa trovare un ambiente accogliente. Riconosciamo in queste caratteristiche il nostro gruppo ed in questa linea si colloca il nostro modo di agire? Non meravigliamoci se la casa e gli ambienti necessitano di manutenzione dopo trent’anni di esistenza: l’edificio è grande ed è una fabbrica in perenne lavorazione. Qualcuno è uscito; altri sono stati presenti dall’inizio. In ogni caso fondamentale è riprendere sempre il cammino diretto dalla periferia al centro che è Gesù. In questo modo si potrà passare dalla folla, che si avvicinava al Maestro incuriosita, ma che poi si allontanava in cerca di altri profeti, al divenire discepolo, che ha ancora bisogno di compiere un salto di qualità per entrare più pienamente nel cammino segnato da Cristo, attorniato dagli apostoli  - che, peraltro, lo lasciarono solo al momento dell’arresto -, per poi riprendere la testimonianza con la discesa dello Spirito Santo.

I gruppi di RnS siano sempre luoghi e persone che favoriscono l’incontro personale e comunitario con Gesù vivo e operante, i cui doni e carismi vanno correttamente impiegati secondo le indicazioni del Nuovo Testamento, purificati, fatti fruttificare, posti a disposizione di tutti. Chi viene in un gruppo o ad una convocazione si guarda attorno: quando avrà visto l’amore vissuto potrà comprendere di essere chiamato in questo luogo; potrà porre nel RnS la propria residenza per dimorare in Dio, impegnandosi a sua volta, aprendosi all’azione dello Spirito: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (GV 13, 35).
La presenza, la fede, la preghiera e l’opera di ognuno è preziosa: anche oggi la Parola di Gesù, quando passa e viene accolta, produce trasformazione e guarigione. Le persone non sono immobili: e qualcun altro sentirà il desiderio e la chiamata ad avvicinarsi. Compito di ognuno è farsi carico delle persone che il Signore ci affida e mette sulla nostra strada. Ogni abitazione nel gruppo del RnS ha lo stesso prezzo: donare la vita veramente, per conservarla per la vita eterna.

Tendiamo dunque la mano e portiamo le persone nel cuore verso Gesù, per camminare insieme. Poniamo sempre a disposizione i nostri cinque pani d’orzo e due pesci ed il Signore li moltiplicherà. E’ Gesù stesso che ha sollecitato la nostra generosità perché l’opera del Signore possa vivere, nutrire, diffondersi: ed il gesto liturgico, personale, del Patto d’amore per il RnS va in questa direzione. Scegliamo dunque e decidiamoci consapevolmente per il Signore, continuando a costruire ed a fruttificare nella perseveranza: “Quanto a me e alla mia casa, noi serviremo il Signore” (Giosuè 24, 15).

In momenti diversi vari fratelli e sorelle hanno poi presentato pubblicazioni editoriali (Carla Osella), corsi di formazione ed appuntamenti estivi, benèfici per lo spirito e l’anima come il nutrimento per il corpo (Guido Tomasi), l’organizzazione del Secondo pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia a Pompei (Fulvio Dalpozzo) il 5 settembre.

Un momento di festa ha visto protagonisti i bambini e dai ragazzi del meeting, con i loro animatori, che si sono incontrati una grande tenda bianca, sotto la quale hanno approfondito il tema della giornata, realizzando cartelloni, un canto ed una sorta di cineforum. Conoscere Gesù, frequentare i sacramenti, invocare ed attendere lo Spirito Santo, ascoltare la Parola sono i passi che portano la persona ad essere cristiano completo, felice, gioioso perché segue il Giusto. “Il tuo amore, Signore, è come un grande cuore per noi”.

Il culmine della giornata è stata l’Eucaristia. Uno dei concelebranti, l’assistente spirituale regionale p. Mimmo Lovera, ha introdotto Mons. Livio Maritano, Vescovo emerito di Acqui, che fu tra i primi a seguire pastoralmente il RnS già più di trenta anni fa, e gli ha espresso gratitudine a nome di tutti i presenti.
Nell’OMELIA il Vescovo ha sottolineato che Gesù ha rivelato la vera immagine di Dio vivendo in una condizione umana visibile e accessibile. Ci ha insegnato a chiamare Dio come ‘nostro Padre’. Siamo sua proprietà, anche quando vediamo accadere avvenimenti che sono contrari alla sua volontà. Infatti Dio fa sì che i suoi figli possano ricavare il bene anche da situazioni dolorose. Siamo così rasserenàti e sollecitati a dargli gloria. Dio si aspetta che noi accogliamo i suoi doni e che ne approfondiamo la conoscenza, che non è mai esaurita. Gesù ha pregato per noi: “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (GV. 17,3).
Diamo spazio all’eucaristia nelle nostre giornate ed al sacramento della riconciliazione. Dio l’ha sentito necessario per l’uomo per perdonare il peccato e sostenere nella tentazione. Intorno a noi ci sono tanti esempi di cristiani veramente realizzati. Disse una giovane diciassettenne, colpita da una malattia per ora inguaribile: “Se lo vuoi Tu, Gesù, lo voglio anch’io”.
La santità è accessibile a tutti; però è raggiungibile a patto che ci si lasci guidare da Dio. La condizione di base è la disponibilità all’azione del Signore. Ci penserà Lui ad ordinare le cose e sperimenteremo la potenza immensa di Dio. Si migliora nella glorificazione di Dio quando si correggono le cose che dispiacciono a Lui che ci chiede di credere in Gesù, mantenendo incrollabile la fede e la fiducia nel Padre provvidente anche davanti a ciò che apparentemente non va, alle incognite del domani. Cerchiamo attimo per attimo la sua volontà: dipende da noi accogliere con gioia le sue ispirazioni per compiere la sua volontà. La sorgente della grazia è l’Eucaristia, sorgente di grande potere in noi, per assimilare la maniera di operare secondo il modello incarnato da Gesù. Attraverso l’eucaristia Gesù passa nei nostri cuori se li apriamo al Signore, senza porre condizioni. Scopriremo così di quali miracoli è capace l’onnipotenza di Dio.

Sintesi a cura di Enzo Gastaldi