Rinnovamento nello Spirito Santo - Piemonte e Valle d'Aosta

Conferenza Regionale Animatori 2009 - 8 Novembre
PalaTorino ex MazdaPalace Torino
Tema della giornata: “... Erano perseveranti e concordi nella preghiera...” At 1,14

Animatori, pastorali, anziani presenti al Palatorino - domenica 8 novembre 2009 -  hanno avuto modo di vivere una giornata di grazia particolare. Sono stati guidati da CORRADO DI GENNARO a riscoprire la bellezza, la ricchezza e la potenza della Preghiera Comunitaria Carismatica (PCC), che deve tornare a rivestire un ruolo centrale nei gruppi, in quanto questo è un dono dato dal Signore, attraverso il RnS, a tutta la chiesa e perciò è da riscoprire consapevolmente e da praticare attivamente da parte di tutti i presenti. La PCC è potente, donata dal Signore al RnS perché ne faccia buon uso, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio.

Il grande dono del RnS: la preghiera comunitaria carismatica

Corrado Di Gennaro  - riprendendo alcune parole del papa Giovanni Paolo II  dalla Lettera apostolica ”Novo Millennio Ineunte” – ha ribadito che un cristiano vale quanto prega. Pertanto, come animatori, siamo chiamati ad offrire al Signore anche la decima del tempo che ci è dato di vivere, oltre che le cose materiali. Nella vita troviamo spazio per ogni attività, tranne che per la preghiera. Io offro al Signore la decima del tempo che mi è dato di vivere (= due ore e quaranta al giorno) nella preghiera personale?  Un animatore non può mancare della relazione personale con il Signore, mancare della preghiera per poi mostrarsi uomini spirituali all’incontro di gruppo. Padre TOMMASO BECK diceva: “chi va alla preghiera settimanale e non prega tutti i giorni a casa sua non ha capito niente!” Proviamo a riflettere ed a valutare da 1 a 10 il nostro valore in base a questo parametro, imparando sempre a giudicare noi stessi e non gli altri. Ovviamente non deve essere una preghiera fatta solo di formule recitate e ripetute, di una preghiera di tante parole  - è Gesù stesso che ci invita a non sprecare “parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro come i pagani che credono che a furia di parole saranno ascoltati” (MT 6, 7-8) -, ma di una preghiera suscitata ed ispirata dallo Spirito.
E’ ancora il Papa che ci mette in guardia: dobbiamo fare attenzione a non divenire cristiani mediocri, che pregano poco, perché ciò ci trasformerebbe in cristiani a rischio.

 

Perchè si va ad un gruppo del RnS?

Anzitutto VADO ALL’INCONTRO DEL GRUPPO o della comunità PER INCONTRARE IL SIGNORE, che MI CONVOCA, perché HA QUALCOSA DA DIRMI. Quando un mio superiore mi convoca, mi devo preparare, per presentarmi all’incontro nella condizione migliore. Perché mi sta chiamando? Che cosa vorrà dirmi oggi? Mi presento con senso di timore e di tremore.
QUANDO DIO MI PARLA, QUALCOSA DELLA MIA VITA DEVE CAMBIARE, e il cambiamento si realizza con un atto concreto di conversione. L’incontro di Gesù provoca tristezza, se non si fa la volontà di Dio. Quando invece accogliamo la Parola di Dio  - anche quella che magari non ci piace -  viviamo un momento di guarigione.

 

La revisione nel Pastorale

Almeno un incontro di pastorale al mese deve avere lo scopo di esaminare come si è svolta la preghiera, per fare tesoro anche degli errori, nel caso correggendoci fraternamente. Chiediamoci se nell’incontro settimanale sono stati presenti l’accoglienza, la profezia, la lode, spazi di silenzio, l’ascolto della Parola del Signore, l’esercizio dei carismi, l’intercessione; verifichiamo se i cuori sono apparsi uniti. Se così non è, Dio Padre, Figlio e Spirito Santo  - Dio che è comunione trinitaria -  stenta ad essere presente dove non c’è comunione.

Si vanifica la preghiera e si rischia di perdere tempo quando nei gruppi si riscontrano SURROGATI della preghiera carismatica. Tali sono quegli incontri nei quali si usa il modello ‘liberty’ (ognuno fa quello che vuole), ‘festival’ (tantissimi canti), il ‘tutto organizzato’, il ‘museo delle cere’  -  o, al contrario, il modello ‘one man show’ dove un animatore fa tutto -;  la ‘logorrea profetica’ (mentre Paolo raccomanda due, massimo tre profezie, sottoposte a discernimento), il ‘day hospital’ (dove tutti sono malati e in cerca di guarigione), ‘new age’ ( solo ricerca di sensazioni senza vera disponibilità alla conversione o modellate sulle spiritualità orientali, solo per avere consolazioni e per appartarsi dal mondo), ‘a caduta libera’, con abusi di cadute nel riposo nello Spirito.

Nell’incontro di pastorale possiamo riscontrare se ci sono deviazioni. Se nel corso della preghiera avvertiamo che qualcosa non va, fermiamoci; correggiamoci fraternamente e poi riprendiamo a pregare nella maniera giusta. Sbagliare non è un problema, ma occorre correggersi, riconoscendo umilmente gli errori per migliorare, tenendo presente che il giudizio va espresso su noi stessi e non sugli altri.
A noi spetta custodire il dono che il Signore ci ha fatto e del quale ci chiederà conto. I doni ed i carismi sono stati dati per l’edificazione della Chiesa ed i talenti vanno fatti fruttificare. Come ‘buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio’ non possiamo essere approssimativi, ma occorre amministrare quanto ricevuto con fedeltà ed impegno, con COERENZA assumendo le proprie responsabilità davanti a Dio ed agli uomini.

 

Come partecipare alla preghiera comunitaria carismatica

Impariamo dagli Atti: gli apostoli, con Maria e con i discepoli erano assidui e concordi. L’assiduità si esprime con la presenza + l’intensità della partecipazione, senza il ‘vado al gruppo perché ci devo andare, perché sono animatore’; senza svogliatezza, ritardi, noia, distrazione, magari favorita dal telefonino acceso, senza essermi preparato prima. La concordia è ben più dello stare insieme. Si pensi alle tifoserie di due squadre avversarie: sono insieme, ma non certo concordi! 

La concorda esiste quando si ‘accordano’, quando si mettono insieme i cuori. Ciò dovrebbe sempre avvenire nei gruppi. Nel vangelo di Matteo (18, 19-20) Gesù ci dice: “Se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualsiasi cosa, il Padre dei cieli ve lo concederà”. Chiunque, anche peccatore come lo siamo tutti, se ha il cuore unito con il cuore dei fratelli, ha la certezza di essere ascoltato!
       Ma tutti noi facciamo anche esperienza che spesso sembra che le cose non funzionino così: perché la parola di Gesù si realizzi, occorre sperimentare la GRAZIA DELLA PREGHIERA COMUNITARIA CARISMATICA, durante la quale avvengono conversioni, liberazioni, guarigioni. La concordia di chi prega rende presente il Signore: in quel caso è Gesù stesso che prega il Padre attraverso le nostre voci. Tale preghiera è il luogo privilegiato della presenza del Signore Gesù, vivo e operante. E’ un dono che va conservato, rivalutato, vissuto con piena consapevolezza, diffuso.

 

Concordia e perdono: due condizioni indispensabili

L’apostolo Pietro aveva compreso bene che, per vivere efficacemente la preghiera, occorre perdonare. Perdonare chi ci ha offeso e chiedere eventualmente perdono a chi ha qualcosa contro di noi è una condizione necessaria perché esista la COMUNIONE. La capacità di perdonare sempre  - ‘settanta volte sette al giorno’ -  sollecita continuamente la nostra conversione: se non siamo davvero riconciliati con i nostri fratelli e sorelle, la nostra preghiera risulterà vana.

Origene diceva che chi si accinge a pregare deve deporre ogni altro pensiero ed anche le offese subìte, almeno nella misura in cui vuole che Dio lo perdoni. Se tra noi ci sono divisioni, c’è qualcosa che non va. Se tutto questo non avviene, il nostro culto è vano, inutile (cfr. Is 1, 11- 18).

 

Corpo di Cristo per gustare le meraviglie del Signore

Dobbiamo perciò imparare a fare unità, a formare un corpo solo  - e ciò è ben di più che essere uniti. Possiamo diventare corpo di Cristo attraverso l’eucaristia quotidiana, che un animatore dovrebbe ricevere giornalmente. Se non siamo uniti, dividiamo il corpo di Cristo, del quale dobbiamo essere membra, ognuno per la sua parte. Il Signore ha fatto dono del RnS a tutta la Chiesa; non dobbiamo perciò maltrattare questo dono.

Fondamentale perché la preghiera comunitaria sia efficace è essere concordi (= cuori accordati con i cuori degli altri; cuori che si perdonano vicendevolmente). Quando i cuori sono uniti, Gesù stesso è presente nell’assemblea ed i presenti che animano gli prestano la voce, ma è Gesù stesso che prega il Padre e questo è garanzia che la sua preghiera viene ascoltata ed accadono le meraviglie.

Quando l’assemblea è nelle condizioni che rendono presente Gesù, la manifestazione dei carismi è la conseguenza. Sono elargiti per l’edificazione del corpo e riconosciuti dalla comunità; sono da usare in sottomissione reciproca e con generosità, senza aspettare alcun tipo di riconoscimento o ringraziamento, se non quello che ci verrà da Dio. La  conversione quotidiana dà spessore e pienezza alla vita e dai frutti (gioia, pace…) potremo riscontrare la misura in cui stiamo vivendo la vita nuova nello Spirito.  Ognuno è chiamato a realizzare l’invito di Pietro:  “Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartiene la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen!”  (1 PIETRO 4, 11-12).

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Formarsi per divenire animatori

 

Il coordinatore regionale LORENZO PASQUARIELLO ha sottolineato  che, se il Signore ci ha chiamati a questo cammino, è qui che siamo chiamati ad essere fedeli, a dedicare tutta la vita a questo cammino, per cooperare a costruire giorno dopo giorno il regno di Dio, prima di tutto dentro di me. Gli animatori sono persone chiamate ad un impegno serio, per far circolare la grazia nella misura ricevuta, senza alcun tipo di invidia per i talenti degli altri. Il RnS è dono per la Chiesa perché rinnova la vita delle persone e per ciò che può donare.

Validi animatori sono coloro che remano dalla stessa parte, con la stessa direzione, valorizzando nel gruppo tutti quanti, anche chi non appare, per evitare che  - come quando l’irrigazione è carente -  si creino zone ingiallite. E’ per questo che il prossimo anno sarà dedicato a formare in vista dei rinnovi degli organismi pastorali. E’ bene che le persone siano consapevoli del compito che assumono nella vigna del Signore. I validi pastori sono persone di comunione ed il pastorale deve essere comunione visibile dei membri, per confermare e guidare i fratelli nella fede.

Formiamoci dunque con i materiali del progetto formativo unitario, che sono stati apprezzati anche dai Vescovi e che pongono al centro la parola, il magistero, l’esperienza carismatica. Imparare a conoscere più da vicino il Signore, dedicando alla preghiera la decima del tempo e la formazione personale permetterà di sviluppare quella preparazione che spesso si è interrotta di fatto alla Cresima. Così potremo passare dal catechismo all’adesione piena della fede.

Nel pomeriggio Lorenzo ha invitato a riflettere: non siamo ‘pregatori’, nel senso di persone che ritengono di esaurire il loro compito partecipando alla preghiera una volta la settimana e basta, ma persone che vanno a pregare e che nel corso della settimana mettono in pratica ciò che il Signore dice, nei luoghi dove il Signore ci chiede di stare.

 

Non esiste santità senza preghiera

Alla ripresa del pomeriggio, dopo un canto ed un tempo di animazione, CORRADO ha proseguito ricordando che i gruppi di RnS sono chiamati a diventare vere scuole di preghiera, palestre di preghiera    – come indicato dal Pontefice Giovanni Paolo II -. La preghiera è fatta di implorazione di aiuto, ma anche di lode, ringraziamento, ascolto, silenzio, invocazione dello Spirito Santo, contemplazione, adorazione, ardore di affetto, sino a giungere  - come veri innamorati di Gesù -  ad un vero e proprio invaghimento del cuore. La preghiera intensa e perseverante rende l’uomo nuovo capace di vivere bene e di costruire la storia secondo il disegno di Dio e lo apre agli altri. Dobbiamo essere cristiani che vivono con COERENZA la fede e la preghiera perché senza preghiera non c’è santità, obiettivo da raggiungere nel pellegrinaggio terreno.

 

Spunti per animare, tratti dall'esperienza

CORRADO DI GENNARO, sulla base della prassi e senza voler dare regole rigide, ha poi mostrato come si può condurre la preghiera sulla base di 1 COR 14. L’animazione nei piccoli gruppi è diversa da quella che si vede a Rimini. Gli animatori hanno il compito di portare alla presenza del Signore, per poi progressivamente scomparire e lasciare spazio alla sua azione. L’accoglienza deve avere un suo spazio: ciascuno viene da situazioni diverse e l’accoglienza deve aiutare ad entrare nelle condizioni per mettersi alla presenza del Signore. Ciò è tanto più vero quando sono presenti persone nuove. Bisogna sempre avere attenzione per coloro che abbiamo di fronte. E’ bene iniziare con il segno della croce. I pensieri non si lasciano fuori dalla porta, perché entriamo così come siamo e spesso iniziamo con molta distrazione. Però ci può aiutare la preghiera del corpo. Con il mio impegno non posso dirigere i miei pensieri, ma posso decidere di sollevare le braccia, di aprirle perché lo desidero e non perché qualcuno lo dice. Posso chiudere gli occhi, inginocchiarmi: sono dei modi per far sì che il mio corpo sia in preghiera. E’ importantissimo che OGNUNO PREGHI NELLA PCC, perché ognuno è membro del corpo di Cristo.

 

Lode, Preghiera potente

La preghiera di lode è stata donata in particolare al RnS.  La lode è grande preghiera di liberazione. Nella lode Dio, Padre, Figlio e Spirito santo, vengono a stabilire la tenda fra il popolo. La preghiera di lode, da praticare e far amare, riconosce ciò che Dio è, prima di quello che fa. Tutti possiamo lodarlo. “Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode” fa parte di un salmo (Sal 51) di Davide ed inizia con la confessione di un grande peccato. Essere peccatori è una condizione da riconoscere e non impedisce la lode a Dio. Con l’esame di coscienza magari ci accorgiamo che dobbiamo perdonare qualcuno. A volte si può fare comunitariamente.

Lodare è possibile anche nel tempo della prova: è il ‘sacrificio della lode’, possibile perché la fedeltà di Dio è immutabile. Quando riesco ad aprirmi alla lode, tutto si trasforma e l’anima torna a respirare, a rivivere perché riconosce la presenza di Dio al di là della situazione dolorosa non più vissuta da soli, ma col Padre.

 La lode è dotata di potenza straordinaria: si veda la preghiera dei tre giovani nella fornace ardente: tra le fiamme lodavano il Signore  (DN 3, 24-90). E neppure un capello del loro capo fu bruciato. Così fu anche per Paolo e Sila (AT 16, 25-31), in carcere, dopo essere stati frustati iniziarono a salmeggiare e ci fu effusione dello Spirito Santo e caddero le sbarre. E subito iniziarono ad evangelizzare il loro carceriere.

“Benedirò il Signore in ogni tempo; sulla mia bocca sempre la sua lode” (SAL 34 (33),2):
 a noi spetta rendere vere queste parole. La lode è preghiera che non isola ma orienta la vita secondo ciò che il Signore dice della mia vita. Il Signore gradisce la preghiera di lode alla quale noi, per natura, siamo poco inclini. Creature nuove, non possiamo non lodare il Signore. Ma la nostra lode spesso non è linguaggio da innamorati, come dovrebbe essere.

Puntiamo ad essere generosi con il Signore, riconoscenti. Sempre possiamo ringraziare per il bene che ci ha fatto: ‘è cosa buona e giusta, NOSTRO DOVERE e fonte di salvezza LODARTI E RINGRAZIARTI SEMPRE per i tuoi benefici. I nostri inni di benedizione non accrescono la tua grandezza, ma ci ottengono la grazia che ci salva. Lodando facciamo esperienza di salvezza: perché dunque tacere e non lodare?

Altro momento forte della PCC è l’invocazione dello Spirito per la quale non c’è orario prefissato. Segue una pausa di silenzio che ci predispone ad accogliere la Parola del Signore. Negli incontri non si abusi della Bibbia, per non condizionare il Signore che non parla solo con la Bibbia aperta. Va fatto discernimento e revisione di vita sulla base della parola. Occorre anche essere docili: se cogliamo che il Signore vuole guarire, preghiamo perché ci siano guarigioni. Operiamo con sapienza, moderazione, equilibrio, umiltà, facendo quello che il Signore in quel momento ci chiede. Se l’amore di Dio spinge ad evangelizzare con segni e prodigi, chiediamo che il Signore ci dia carismi e fede necessaria per farlo. E constateremo che il Signore compie quello che ha detto. E saremo dono: la Chiesa ha bisogno di persone che hanno incontrato Gesù e che lo seguono nella docilità all’azione dello Spirito Santo.

 

L’impegno fino almeno a Natale

Chi si è alzato in piedi  - la stragrande maggioranza -  ha accettato di iniziare la giornata al risveglio  - almeno fino a Natale -  donando la vita a Gesù ed aprendo le braccia per invocare l’azione dello Spirito Santo, perché ci renda capaci di pregare, di partecipare all’eucaristia quotidiana  (particolarmente necessaria ed auspicabile per gli animatori), di entrare per alcuni minuti a lodare il Signore quando passeremo davanti ad una chiesa aperta.

 

 

Traiamo anche alcuni spunti dall’OMELIA della CELEBRAZIONE EUCARISTICA, nel quale è culminata la giornata. Padre MIMMO LOVERA, assistente spirituale regionale, riflettendo sulle letture del giorno ha posto in evidenza caratteristiche che si devono riscontrare negli animatori:

  1. non siano vanitosi;
  2. capiscano che servire è un dono da mettere a frutto senza pensare a ricevere gratitudine  - il ringraziamento giungerà direttamente dal Signore -.
  3. la preghiera non sia ostentazione: Dio non chiede uno spettacolo, ma di coinvolgere nella preghiera nello Spirito.
  4. Gli animatori non antepongano nulla alla preghiera. Se non arriviamo a tutto, non accorciamo la preghiera e lasciamo che lo Spirito Santo faccia.

Gesù, seduto nel cortile delle donne davanti al tesoro del tempio, apprezzò il gesto della povera vedova che donò tutto, attendendosi tutto da Dio. Ognuno è come lei chiamato a donare anche solo il poco che ha. Ci aiuti Maria a servire e buon cammino.
Per tutti i doni di questa giornata, lode al Signore.

                                                                                             Sintesi a cura di Enzo Gastaldi