Rinnovamento nello Spirito Santo - Piemonte e Valle d'Aosta

Convocazione Regionale dei Gruppi e delle Comunità 2006 - 8 Ottobre
Teatro Colosseo, Torino
Tema della giornata: "Chi ama Dio ami anche il suo fratello.” Gv 4,21b
 
 

Dopo la preghiera comunitaria iniziale, la toccante testimonianza di Rita e Renato ha mostrato come la fede, allenata, irrobustita e fortificata dalla preghiera, dal servizio e dalla comunione con i fratelli li ha sostenuti nella prova terribile della prematura perdita della figlia Marta. Nel momento del dolore hanno riconosciuto che ogni genitore è solo affidatario dei figli che Dio ha donato.

Lorenzo Pasquariello, già coordinatore diocesano di Aosta, ha svolto nella mattinata il suo insegnamento, richiamandoci all'essenziale del RnS dei primi tempi, della fase 'catacombale': gli altri vedono i cambiamenti nella nostra vita?

CRITERI PER DISTINGUERE IL CRISTIANO AUTENTICO.

Non si è cristiani al di fuori di un impegno autentico di amore verso Dio e verso i fratelli. Ma si ama con tutto il cuore solo se Dio lo abbiamo incontrato, perché non si può amare qualcuno 'per procura'.

  1. AMARE CON TUTTO IL CUORE: se non incontro Gesù, come posso aprire il cuore? E per trovare Gesù bisogna cercarlo, stare alla sua presenza, conoscerlo, andare dove Lui è.
  2. CON TUTTA LA MENTE. Se si incontra Gesù, e ci si ferma lì, si rimane al fidanzamento. E' invece necessario, perché si approfondisca, che l'amore diventi razionale; sia soppesato, valutato. Se decide di amare Gesù, perché Dio ci ama comunque, anche se non è da noi contraccambiato.
  3. CON TUTTE LE FORZE significa fare qualcosa che comporti fatica, la stessa che Gesù umiliato, rifiutato provò. Solo se ameremo così Dio, diventerà naturale osservare i suoi precetti e viverli nella vita. Per dare la vita per i fratelli non è necessario morire, ma donarsi a loro, aperto nei loro confronti. E comporta fatica perché proviamo difficoltà ad amare TUTTI i fratelli.

Abbiamo ancora gioia e non vediamo l'ora che arrivi l'ora ed il giorno della preghiera nel gruppo? Stai male se non vai all'incontro e fai di tutto per essere presente? Abbiamo ancora il desiderio travolgente di pregare con gli altri magari anche per telefono con il Padre nostro? Oppure vivo solo il RnS di settimana in settimana? Si ha ancora voglia di andar a trovare il fratello nuovo in casa, recandosi da lui in due o tre per testimoniare come il Signore ha cambiato la nostra vita? Il meccanismo di diffusione del RnS è il CONTAGIO DELLA GIOIA: è con lo zelo e la gioia che il RnS si è diffuso nei primi tempi, col sano contagio della gioia. Siamo disposti a crescere nei ministeri portando avanti la nostra spiritualità? Siamo disponibili a sporcarsi le mani in parrocchia fuori dall'ambito protetto del gruppo? Siamo consapevoli che se chiamano noi è forse magari perché altri hanno risposto di no? Oppure in noi han trovato posto il timore di annunciarlo e le omissioni? E tacciamo magari perché convinti che quella persona non ascolterà, mentre è proprio ciò che ha proprio bisogno di sentirsi dire? Riflettiamo e prendiamo un impegno davanti a Dio ed ai fratelli, partendo dai familiari, dai parenti conviventi o lontani che ci aspettano, dai vicini di casa, dagli altri parrocchiani? So amare TUTTI i fratelli della parrocchia e degli altri gruppi ecclesiali? Sono segno di unità e comunione o di divisione? Ho voglia di vedere tutte le settimane, tutti i giorni i fratelli dei gruppi ed ho voglia di pregare con loro ogni volta? Quali modi uso per rendere ragione della speranza che è in noi? Signore, donaci di sperare, di credere ciò che speriamo, di vivere ciò che crediamo.

Tre sono le dinamiche: accogliere Gesù, avere fede in Gesù, vivere come Gesù.

Non si tratta di imitarlo, ma di ENTRARE NEL PERSONAGGIO DI GESÙ: potremo farlo nella misura nella quale ci lasceremo guidare dallo Spirito Santo, lodando Dio con il canto in lingue, massima espressione di preghiera che nasce direttamente dallo Spirito Santo.

Il marchio di fabbrica del cristiano rinnovato è il suo atteggiamento verso il tesoro trovato nel campo. Lo abbiamo acquistato, magari a caro prezzo come ha fatto Gesù per ognuno di noi? Simbolo dell'amore di Gesù sono i DUE BRACCI DELLA CROCE, la dimensione verticale e quella orizzontale. Il braccio corto, quello orizzontale, è stato portato da Gesù al Calvario. Nel punto nel quale i due bracci si intersecano - come nel crocifisso che era sospeso sul palco e dominava l'assemblea riunita in preghiera - c'è il VOLTO DI GESÙ che è la cifra esatta di come bisogna amare Dio ed i fratelli. Amare Dio sembra semplice perché non abbiamo un interlocutore, ma il crocifisso ci interpella: amo anche chi vuole andare e fare per conto suo? O chi semina zizzania? E' tutto normale, anche chi sta un po' sopra o sotto le righe, perché così accadeva già al tempo della comunità di Giovanni.

IMPARARE A PREGARE, PER SERVIRE COME GESÙ.

Siamo tutti chiamati alla koinonia, alla comunione, in modo che gli estranei, vedendoci, ci riconoscano come fratelli del Signore. Ecco perché è necessario vivere in comunione con il movimento; vivere il ministero, l'incarico in gioiosa ubbidienza per servire la comunità, perché il mondo conosca Gesù. Nel gruppo e nel ministero non ci si trova solo per pregare ma perché, pregando, convertano sempre di più noi e gli altri perché anche gli altri giungano a dire: 'anche noi lo vogliamo fare come voi'.

SERVIRE E PESCARE SULLA BARCA DELLA CHIESA.

Nella parte finale della mattinata, in occasione del ringraziamento rivolto al Signore per il servizio che ci ha concesso di prestare nel triennio trascorso, sono stati presentati al Signore dai delegati dei ministeri (intercessione, animazione della preghiera, evangelizzazione, ecumenismo, famiglia, bambini, volontariato - indispensabile per la realizzazione delle convocazioni -, ATC - terapisti cattolici, liturgia, musica/ canto, danza) cartelloni con il nome del ministero: insieme si sono poi composti, dando vita ad una GRANDE BARCA, la barca della Chiesa, con tanto di onde e di reti per essere pescatori di uomini. La suggestiva immagine ha reso esplicita la nostra missione: DIFFONDERE IL RnS fuori dal RnS, come hanno iniziato a fare i giovani dopo l'attacco alle torri gemelle, con i Roveti ardenti, e con la testimonianza che tanti forniscono nei vari ambiti della vita sociale.

 

L'ATTESO INCONTRO CON IL PASTORE DELLA CHIESA LOCALE.

Accolto dal saluto del coordinatore nazionale Salvatore Martinez, letto da Laura, e da quello di Rossano, attuale coordinatore regionale, il CARDINALE SEVERINO POLETTO ha sottolineato che il Rinnovamento nello Spirito iniziò 2000 anni fa il giorno di Pentecoste, quando lo Spirito Santo scese. Quel giorno rinnovò la faccia della terra. 32 anni fa cominciò ad essere presente il movimento RnS nelle regioni Piemonte - Valle D'Aosta. Ogni cristiano deve conformarsi ogni giorno a Gesù, il buon pastore, dando la vita, cioè le ore, i giorni, i mesi e gli anni per il gregge, il popolo di Dio. E' con la vita che si dimostra la resurrezione di Cristo, mostrando i frutti dello Spirito nella nostra persona, perché Dio ci vuole salvare non individualmente, ma come popolo. Lo Spirito Santo opera nel cuore anche delle persone più semplici, quando si presta la dovuta attenzione alla Terza persona della Santissima Trinità. La Chiesa gli ha dedicato due encicliche (Divinum illud nel 1897, e Dominum et vivificantem di Giovanni Paolo II).

Il Cardinale ci ha chiesto di porre attenzione a tre realtà: 1. il gruppo di preghiera è finalizzato alla conversione dei partecipanti che poi si apriranno e porteranno le ricchezze personali nelle parrocchie, in modo che siano vive testimonianze di Cristo risorto. Il RnS è destinato a scomparire quando avrà completato la sua missione, quando tutta la Chiesa sarà stata rinnovata. Ed il rinnovamento della Chiesa, ha evidenziato il Cardinale, inizia dal lasciarsi conquistare dal Signore per lasciarlo agire in noi stessi per rinnovarsi, perché ciascuno è parte della Chiesa e dunque il rinnovamento deve partire da noi stessi prima che dagli altri, con quell'atteggiamento di San Francesco, che ci è stato ricordato: ritenuto santo, si considerava peccatore e si inginocchiava davanti al fratello. 2. attenzione alla famiglia, pregando perché tutte le famiglie siano veramente capaci di mostrare l'amore di Dio, tenendo presente che Cristo, il capo, è stato reso perfetto dalla sofferenza, così come ci mostra anche la vita di Santa Monica che pregò anni per il figlio, Agostino. L'eros non ha bisogno di ragionamento perché si fonda sull'attrazione spontanea. Questo amore - eros dovrà purificarsi nell'agape, che presuppone il dono, la gratuità. I coniugi ricordino che si sono sposati perché si volevano bene. Quanto più resteranno fedeli all'impegno preso quel giorno, tanto più saranno felici qui e poi riceveranno salvezza eterna. 3. Una terza attenzione va rivolta verso la società, perché siamo mandati nel mondo, restando non mondo ma non del mondo, portando il Vangelo nella vita, aggregando intorno alla parola per aggregare gente.

UN DONO PER L'ARCIVESCOVO.

A questo punto il Cardinale ci ha chiesto un regalo - e noi attraverso la voce di Rossano abbiamo accettato - di PREGARE, DA ADESSO IN AVANTI, PER LE VOCAZIONI, perché il Signore mandi operai nella sua messe, perché la messe è molta ma gli operai sono pochi. E' l'unica intenzione di preghiera alla quale il Signore ci ha obbligati. ' Chiedo di bussare a Dio perché lo Spirito Santo apra mente e cuore e bussi al cuore dei giovani. Non mancano chiamate; mancano le risposte'. Tra dodici mesi il Cardinale si aspetta di vedere se questo regalo sarà stato fatto; se cioè avremo pregato bene o se, pur avendo pregato bene, il Signore intenderà ancora lasciarlo sulla graticola. Con l'aiuto del Signore ci impegneremo a vivere la nostra fede, ringraziando continuamente ed offrendo noi stessi con il sacrificio di Gesù perché quanto proclamiamo nella preghiera lo dobbiamo proclamare e mostrare nella vita di ogni giorno anche perché - come abbiamo cantato rispondendo al Salmo - "Signore, i tuoi precetti danno gioia".