Rinnovamento nello Spirito Santo - Piemonte e Valle d'Aosta

Conferenza Regionale Animatori 2007 - 10 Giugno
MazdaPalace - Torino

Tema della giornata: Tutto posso in colui che mi dà la forza

Fil 4,13

Scarica l'audio della relazione di Salvatore Martinez

 

 
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Domenica 10 giugno 2007 il RnS Piemonte- Valle d'Aosta ha vissuto una giornata di grazia particolare sul tema della LETTERA AI FILIPPESI 4, 13. Erano convenuti al Mazdapalace di Torino i nuovi eletti ed i coordinatori per la Convocazione regionale animatori. Con noi SALVATORE MARTINEZ, che ha posto in luce come il tema andrebbe tradotto con "Tutto posso nel confortatore", cioè nello Spirito Santo. Niente è impossibile a Dio, ci diceva il Signore a Rimini; ma oggi il 'tutto posso in colui che mi dà la forza' ci conferisce un potere che tocca a noi vivere, passando dallo 'spero' al 'CREDO'. Questo è il Rinnovamento nello Spirito: crescere nello Spirito e nel suo potere, rimanendo in questo mistero. Il carisma della fede è la potenza di Dio da esercitare nel nostro tempo per l'urgenza della nuova evangelizzazione. E' ora il tempo in cui ciò che è straordinario vuole diventare ordinario, senza restare confinato nei gruppi o nei luoghi delle convocazioni. Il Vangelo è attuale, da vivere in potenza e benedizione nuova. Questo primo incontro significa il Vangelo che ricomincia a vivere, come forza che rischiara le tenebre. Qui c'è il Vangelo che deve essere annunciato e realizzato con potenza nella storia.

RICEVERE IL POTERE DEL VANGELO
Ma a volte accade a noi come diceva Sant'Agostino: "Temo Gesù che passa, l'invasione dello Spirito Santo e mi sottraggo". Oggi diciamo sì e per ricevere questo potere del Vangelo
1 - occorre disarmarci come animatori, come servitori. Disarmarci come piccoli dagli attaccamenti. C'è chi comincia con speranza ma non con fede! Credo! Lo voglio! Crediamo che vengono i giovani, che Gesù vuole questo. Agire così è rendere operante la Parola.
2 - Verifichiamoci per vedere quale verità abita in noi, quale bagaglio di verità e di fede abbiamo, quale forza ci attendiamo. Essere poveri non è un'infamia. Altro che cercare di apparire forti, inattaccabili! Essere poveri è gloria di Dio; significa aver bisogno, anche di preghiera ('prega per me. Hai pregato? Cosa ti ha detto il Signore?) Nulla è più meschino della superbia che nasce dal sentirsi anziano, o ricoprire qualche ruolo. Si vive invece la fraternità.
3 - Lasciando da parte l'apparenza della grandezza esteriore, arricchiamoci di quella interiore, che attira i fratelli. E' la legge inversamente proporzionale dello Spirito Santo: più io diminuisco, più cresce proporzionalmente il potere di Dio. Più tu, membro di pastorale, coordinatore, scendi con Lui, più cresci con lui. E' il segreto dei responsabili esistono per amare i fratelli, per edificare il Regno di Dio e non per essere gratificati. I primi nel RnS sono coloro che servono, che partono dagli ultimi e non hanno paura di restare con loro.
San Giovanni Crisostomo ci ricordava come il cinghiale ci supera in forza, il pavone ed altri animali in bellezza di colori, in velocità, voce. La differenza tra noi e gli animali è la ragione che al credente dice: 'Preoccupati di avere solo timore di Dio, perché con esso erediti il suo potere'.
Del nostro cuore, se è gonfio di certezze e di giudizi, il Signore non sa cosa farsene, perché se è pieno non potrà sopportare il peso della debolezza. Il timore di Dio fa passare dal pessimismo della natura all'ottimismo della grazia. Lo Spirito, venendoci incontro, viene a realizzare in noi l'uomo nuovo. Il tuo gruppo sarà sempre più amato illimitatamente da Dio attraverso di te. Siamo consapevoli di questo? Discerniamo sempre se stiamo operando nella libertà dell'uomo naturale o in quella che viene da Dio. Il male è sconfitto dalla umiltà, dall'impotenza che confida in Dio e ci fa sentire il potere di Gesù.

DISCERNERE SUI NOSTRI PASSI
Servizio non è potere ('ora che ci sono io tutto cambierà'): questa è influenza di Satana che allontana lo Spirito Santo. Quando cediamo diventiamo partecipi dell'inganno. Sulle illusioni continue che ci vengono proposte dallo spirito di Satana si innalza lo Spirito del Signore: chiediamo il potere a Dio, che si serve della nostra fiducia, delle rinunce compiute per amore, dei sacramenti: orientiamoli alla maniera del potere di Dio. Siamo forti quando per quello che facciamo non c'è ricompensa, quando le scelte sono compiute al di sopra del denaro, della potenza, del nostro piacere, quando rimettiamo la nostra libertà, il nostro bene gratuito a servizio dei fratelli. Rinnòvami! Questo diventi il nostro grido, con fede, con convinzione, la mattina. Tutto è possibile ma Gesù ci dice: (GV 5, 40) "Ma voi non volete venire a me per avere la vita". Quasi abbiamo paura di andare continuamente a Gesù, quella che è la sola forza del povero, del credente, dell'innamorato.

TRIONFARE SULL' IO
San Paolo ci ha dato la consegna: Tutto posso in colui che mi dà la forza", ma perché questo avvenga deve esserci la rimozione
dell' IO NARCISISTA: quello che pensa 'tutto deve ruotare intorno a me'.
Togliamo l' IO MIMETICO, tutto proiettato sugli altri, sui loro carismi
l' IO FUGGITIVO: che si relaziona solo formalmente e non cuore a cuore
l' IO MASOCHISTA, che spinge a dire: 'non valgo niente'. Questa è una bestemmia perché va detto 'tutto posso in colui che mi dà la forza'. Disprezzare se stessi è disprezzare l'opera di Dio.
L' IO AUTARCHICO, di colui che pensa di bastare a se stesso
l' IO SADICO: che non si dispiace se qualcuno deve soffrire un po'. I fratelli devono essere amati come Dio chiede che tu ami. Altro che gioire dell'insuccesso dell'altro e vantarsi della propria diocesi, del proprio gruppo!
L' IO SCISSO, DIVISO, che è qui ora ma vive nel passato
l' IO INSICURO che cerca sempre protezione, incoraggiamento e guai se non lo riceve più!
l' IO RELIGIOSO, simile a quello del fariseo, che si riteneva giusto e a posto. Per questo io il problema è sempre degli altri. E' anche disposto ad essere controllato perché ha bisogno di apparire giusto.

Non bisogna avere Gesù sulle labbra ed il mondo nel cuore, ma avere Gesù sulle labbra e la sua vita nelle opere. 1 COR (4, 20) ci sfida: "perché il regno di Dio non consiste in parole, ma in potenza", potenza contro le tentazioni. Il forte è colui che è rinato, colui che ha forza dallo Spirito e rinasce dall'alto, dalla potenza del Vangelo, con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede. "E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella mortei (FIL 3, 10). "Rafforzandovi con ogni energia secondo la potenza della sua gloria, per poter essere forti e pazienti in tutto" (COL 1, 11). Gesù è potente; ci dice che siamo imbattibili da Satana.

La beata Teresa di Calcutta ammoniva: 'Gesù farà in noi le cose più grandi se gliele lasceremo fare, se non interferiremo con Lui'.
E così sperimenteremo la sua forza nel farci diventare continuamente nuovi: questa è la potenza che Dio vuole continuamente donarci ed ammetteremo come Giobbe (42, 2): "Comprendo che puoi tutto e che nessuna cosa è impossibile per te".

BISOGNI DI DIO NEL MONDO
Questo tempo ha bisogno di Dio e non di persone preoccupate. Gli uomini sono di Dio; la famiglia è salvata: qualcuno lo proclami! Questa è la fede di cui il RnS ha bisogno. Qui tutto va male? No: se siamo credenti annunciamo la verità, cioè il bene ed il Signore che viene. Il RnS è una provocazione del potere di Dio, un provocare la sua vittoria annunciandola. Chi viene negli incontri deve vedere che c'è Dio. Finché pensiamo che dobbiamo noi sistemare la storia, il mondo ci crollerà addosso. La chiesa è profezia e non rincorsa. E perciò basta con alcune situazioni che dicono sì ad un altro volere che è magari umano ma non risponde al piano di Dio. Nostro compito prioritario è proclamare il piano di Dio, del Dio vero. E' l'EVANGELIZZAZIONE in un mondo che sta smarrendo il Vangelo. Agiamo adesso. Andiamo lì dove l'uomo vive e diciamo "c'è una possibilità"; mettiamo in movimento il cuore, un'intelligenza diversa: ce lo chiede il Papa.

Si può morire o dare la vita, ma non è la stessa cosa. E daremo vita al Vangelo col potere di Dio. Viviamo ancora più fortemente nello Spirito Santo, nella fede carismatica e nessuna impresa ci sarà impossibile: "Tutto posso, tutto possiamo, tutto puoi in colui che mi dà la forza". Amen.


Successivamente sono state presentate alcune pubblicazioni: anzitutto "Un tempo per seminare, un tempo per raccogliere", di Salvatore Martinez, il "Nuovo statuto"; "Vivere nel potere dello Spirito 1- 2", per il cammino del post effusione, a cura di Sebastiano Fascetta ed il nuovo testo di p. Raniero Cantalamessa.
Ha fatto seguito la solenne INTRONIZZAZIONE DEL SANTISSIMO, accompagnata dal ministero della danza, con la quale si è aperto il tempo del ROVETO ARDENTE, animato anche da Salvatore Martinez. La sua voce e le preghiere hanno toccato profondamente il cuore dei presenti.


Dopo la pausa, i BAMBINI ED I RAGAZZI hanno dato vita ad alcune scenette e presentato quanto avevano realizzato: "Gesù è il super-eroe", che non ha paura di competere con i tanti finti eroi presenti nei vari cartoni animati. I ragazzi ed i giovani devono essere accompagnati, fatti diventare responsabili da giovani, correggendoli magari, ma così matureranno, perché dopo è tardi, perché altrimenti il mondo li riempirà e distoglierà. Così salviamo la Chiesa e le vocazioni.

Ha fatto seguito l'insegnamento di ROSSANO BISCEGLIE, attuale coordinatore regionale, che ha presentato agli animatori la visione per questi quattro anni di cammino.
Ricordare che Gesù è stato il salvatore della mia vita è diverso dal memorizzare. In questo modo non si dovrà più ricordare e si sarà memoria dello Spirito nel mondo. La memoria storica del RnS va custodita, ricercata, tramandata, per essere testimoni nell'oggi, persone che non passano inosservate perché hanno un modo di stare nel mondo senza essere del mondo.
La lettera del Papa Benedetto XVI a Rimini illustra il ruolo del RnS. Occorre praticare il carisma della fede mostrando come l'incontro con il Cristo trasformi e renda testimoni gioiosi nel mondo. Ad Alessandria ci incontrammo nel giugno del 2006. Poco dopo Rossano venne investito da una prova, che come Maria decise di accogliere. [Su di essa dopo l'insegnamento darà testimonianza, molto toccante, relativa alla inspiegabile ai medici - ma non agli occhi di Dio! - guarigione a seguito della preghiera di alcuni fratelli mentre tutte le analisi cliniche stavano a dimostrare una situazione in rapido, continuo aggravamento, con poche speranze di vita].
Com'è possibile che il Signore mi chiami a servire? si saranno chiesti in molti l'indomani dell'elezione. Cosa devo abbandonare? Conosco il RnS per poterlo servire? Questi quattro anni della vita sono donati per servire. Servizio è vivere il RnS senza tentare di spiegarlo, analizzarlo, confrontarlo. E' difendere da Satana il territorio; difendere il pastorale da commenti, dalla tentazione della preoccupazione, da confronti. Guai a scoprirci animatori preoccupati, con mille tremori sul quando, sul chi, sul perché: questo non è il santo timor di Dio. Il RnS è nato per parlare di Dio agli uomini. Difendiamoci dall'orgoglio ed occupiamoci del come, con sano distacco. E' il come viviamo che ci fa santi: come viviamo la Pentecoste e la spiritualità di Dio. Essere una cosa sola diffonde il RnS, dicendo il sì quotidiano con gioia, speranza, sincerità, carità.
Passiamo dall'eccomi al sì, oggi, al sì del regno e non della speranza. Siamo fragili, ma chiamati a essere per primi santi servitori del popolo di Dio. E' una chance di santificazione. Scattiamoci una fotografia spirituale all'inizio del servizio e confrontiamola con quella scattata alla fine. Se siamo rimasti uguali, sono stati tre anni buttati. E' bene invece se ci vediamo più belli e più santi, e questo è un frutto dello Spirito.
Poiché la nostra elezione è grazia, riscopriamo questa grazia. Il RnS delle nostre regioni deve passare attraverso una pastorale di conversione. E' un vero e proprio cammino di fede. I gruppi dovranno sempre essere luoghi di santificazione: "amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri" (1 PT 1, 22). Giovanni Paolo II ci confermava: 'una persona vi salverà'. Ripartiamo da Cristo, dal cuore. Non esiste santificazione senza preghiera: "il cristiano vale quanto prega". E' ora di USCIRE DAI CENACOLI, domiciliando i gruppi nel mondo, contro il relativismo del mondo. I gruppi del RnS, ci diceva ancora il Papa, sono palestre spirituali dove allenarsi a dire Gesù è il Signore, Dio.
La santità non è per pochi, ma dobbiamo vedere il percorso, per raggiungere le pecore smarrite nel mondo. Se il gruppo è spopolato, rincorriamo chi magari ci ha deluso. Lascia al sicuro le 99 pecore e vai a cercare quella smarrita.

VISIONE PASTORALE PER I PROSSIMI 4 ANNI
Il territorio si difende. Diffondere il RnS per difenderlo: più sani sono i recinti, giusto l'alimento, il cibo spirituale, la carità, meglio sta il gregge. Come pastori si è chiamati a formarsi. E' chiusa la stagione dell'intimismo; si è aperta la stagione della fede nel mondo. Servono responsabili non distratti o improvvisati, ma fermi e costantemente presenti alla scuola di Gesù per creare un mondo nuovo. E' vero che Dio non ha bisogno di difesa, ma noi non vogliamo essere come coloro che vollero la liberazione di Barabba. Il RnS vuole difendere Gesù. Vogliamo testimoniare le ragioni dello Spirito. RnS, poni semi di feconda speranza nella quotidianità. Preparare i cieli e la terra nuova significa essere responsabili verso la cittadinanza terrena. Le porte dei cenacoli siano spalancate. Anche il Roveto ardente deve essere vissuto fuori. Perfezioniamo questo progetto e portiamo il Roveto in quei luoghi dove non si consente a Gesù di abitare.
Passando dall'eccomi al sì, l'impegno nel RnS deve essere prioritario. Il RnS non è composto da individui che pensano a sé. Il popolo del RnS dice sì ad un futuro vivo, perché Cristo non morirà. Siamo nati nella Chiesa e per la Chiesa: lo Spirito Santo ha suscitato questo movimento nella Chiesa: più gente si avvicina, più la Parola si diffonde. Spieghiamo questo concetto ai parroci. Siamo un popolo biblico, profetico, popolo che parte dalla Parola e porta parola (= dialogo) ad extra e ad intra. Continuamente siamo chiamati ad uscire ed entrare nel cenacolo, in modo che non si dica che il RnS vive di sola preghiera. Per difendere Gesù occorre diventare uomini e donne che ascoltano la Parola, per portarla ed incarnarla gioiosamente nel mondo. Amen.

DONI DEL SIGNORE
- 10 coppie di sposi si preparano per servire la regione Piemonte- Valle d'Aosta. Si prevedono tre settimane di cammino a Loreto. In autunno si partirà con l'ascolto e l'accoglienza anche per coppie in difficoltà. Le famiglie del RnS devono avere un cuore grande per amare, accogliere, servire.
- I giovani non sono muti: sono chiamati a partecipare all'Agorà dei giovani dal 27 agosto al 2 settembre.
- Finora si è incontrata otto volte la fraternità sacerdotale regionale. Ci attendiamo di far conoscere a più sacerdoti e diaconi possibile il dono del RnS. Si invitino, si chieda sostegno per il cammino. Partecipino anche i membri del Consiglio regionale.
OMELIA dell'assistente spirituale regionale, p. MIMMO LOVERA
La celebrazione della solennità del Corpo e sangue di Cristo induce a parlare della eucaristia, pienezza della vita spirituale, come dice san Tommaso. In essa è concentrato ciò che Dio ha fatto e deve fare nella vita di ogni uomo. La Chiesa vive dell'eucaristia, nucleo e mistero della Chiesa ed attua la promessa di Gesù (MT 28, 19): "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". Nella eucaristia è il mistero del suo corpo e del suo sangue e noi non siamo solo spettatori del grande gesto di amore. Si celebra, come dice sant'Agostino, il mistero del corpo di Cristo e delle sue membra. Moriamo, risorgiamo, siamo glorificati con Cristo. Questo mistero contiene tutto il nostro vissuto: è la forza della vita e di lì attingiamo forza: "Tutto posso in colui che mi dà la forza. Nulla è impossibile a Dio" (FIL 4, 13 + LC 1, 37).
Nelle prove e nelle difficoltà preghiamo con il SALMO 27, 1: Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? So che tutto posso nel tuo Spirito. Nei momenti di paura, con la Parola so di essere più che vincitore. A volte sperimentiamo la tentazione degli apostoli (MC 4, 38): "Maestro, non t'importa che moriamo?". Ma Gesù ci risponde, come a Paolo: "Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza" (2 COR 12, 9). 1 PT 5, 7 ci esorta: 'gettate in lui ogni vostra preoccupazione perché egli ha cura di voi'.

La solennità odierna iniziò ad esistere nel Belgio dal XIII secolo e nel 1264 fu estesa a tutta la Chiesa. Il Corpus Domini non celebra un evento, ma una verità di fede: credo nella tua presenza reale nel pane e nel calice. Noi, che ci abituiamo a tutto, rischiamo di non sentire più la ricchezza della presenza reale di Gesù nel pane e nel vino consacrato. Questa deve tornare ad essere la festa dello stupore. E' Dio che davanti agli amici si fa pane per essere mangiato e assimilato, per farci come Lui.
Ci siamo avvicinati al medico delle anime. Noi incontriamo Dio nell'eucaristia e ci nutriamo di Lui. E' la realizzazione del desiderio di Gesù che aveva desiderato ardentemente celebrare la Pasqua con gli apostoli: desidera donarci la sua vita e la sua morte. E questo si compie e si realizza ogni volta. Ogni eucaristia è il concentrato dell'amore di Dio. E' sempre, ogni eucaristia, Pentecoste, cioè il momento di ricevere un'effusione di Spirito Santo. Non c'è pane senza fuoco! Lo Spirito, fuoco, si fa pane dato ai mortali. Riceverlo è fare comunione con Gesù, ricevere la Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo.
Santa Caterina da Siena quando riceveva l'ostia la sentiva come spada di fuoco che entrava nel cuore. E' il momento più bello: l'eucaristia è indispensabile per la vita. Non voglio, né posso resistergli. Dio per primo, creando l'eucaristia, mi ha amato in modo esagerato e io non posso porgli limiti. Ricevo tutto da questa sorgente. Signore, rendici perennemente innamorati dell'eucaristia e di Maria, pilastri della Chiesa del futuro. Signore Gesù, vieni a noi con la stessa tenerezza. Risana ancora il cuore, lo spirito, i corpi. Rivelati anche attraverso di noi soluzione dei problemi della società di oggi. Con Gesù eucaristia, con il suo Spirito, tutto posso. Amen.

La PROCESSIONE OFFERTORIALE ha visualizzato l'essenziale del sacrificio eucaristico: la CROCE che indica l'accettazione;
la CORONA, intercessione per la salvezza delle anime
le CANDELE, segno della vita che si consuma per il Signore, lentamente e silenziosamente
i FIORI, ad indicare la delicatezza della nostra fede e ci ricordano che la nostra vita è come il fiore del campo. Se usata per il tuo amore, la vita diventa bellezza che dà gloria a Dio e non sfiorirà in eterno.
Il PANE composto di tanti grani maturati e macinati. Anche la nostra vita può diventare frammento del tuo pane, donata in un'unica offerta.
L'ACQUA: povera, limpida, trasparente. Poche gocce della nostra umanità unite al sangue nel calice di Cristo. E' la nostra vita umana che si trasforma, assimilata a Cristo.
VINO: la trasformazione nel sangue di Gesù sarà per noi salvezza in remissione dei peccati.
INCENSO da resina profumata, orientale. E' simbolo (ES 30, 1) della preghiera che sale a Lui con soave profumo. Salga a Te, Signore, e discenda su di noi la tua misericordia. Aiutaci ad essere sempre ardenti di amore per te nella preghiera e nelle opere.
Abbiamo anche invocato MARIA che è stata onorata attraverso una danza sacra, perché Gesù vuole vivere nelle case e nelle famiglie. Ci aiuti la Vergine ad allargargli lo spazio, in modo che il Vangelo di diffonda di casa in casa.
La Convocazione animatori si è conclusa con alcune preziose altre TESTIMONIANZE:
quella di PAOLO, marocchino, battezzato perché ha compreso che quel Gesù, che chiedeva di lasciare tutto e seguirlo o era pazzo o aveva tanto da dare in cambio. Ora siamo noi la risposta a quelli che lo insultano per aver lasciato l'Islam. Preghiamo che l'evangelizzazione raggiunga anche la sua amata terra ed intercediamo per Salvatore che in luglio in Messico terrà un ritiro a 30.000 giovani.
Abbiamo gustato anche la testimonianza di LUCIANO, che ha sentito la chiamata del Signore ed ha iniziato il cammino del seminario. E' una risposta, una primizia della preghiera che il Cardinale Poletto ci chiese ad ottobre. Grazie, Signore.