Rinnovamento nello Spirito Santo - Piemonte e Valle d'Aosta

Convocazione Regionale dei Gruppi e delle Comunità 2008 - 22 Giugno
MazdaPalace Torino

Tema della giornata: “Noi siamo l'opera del Signore, il suo sigillo”

1 Cor 9,1-2

Domenica 22 giugno al Mazdapalace di Torino si è svolta la Convocazione regionale dei gruppi e delle comunità del RnS Piemonte - Valle d'Aosta, contemporanea a quella di altre regioni.
Circa TREMILA "pietre vive" - per riprendere l'immagine proposta da LORENZO PASQUARIELLO, coordinatore regionale - hanno accolto l'invito del Signore, che ha chiamato ad essere presenti. Ognuna di esse è stata pensata e scelta dal Signore per essere parte della costruzione dell'edificio spirituale, chi come fondamento, magari nascosto, chi come struttura portante, chi come ornamento dell'opera. Ognuna di esse, alla Cresima, ha ricevuto in dono il sigillo dello Spirito Santo, stabilmente, da vivere e rinnovare ogni giorno.
Il RnS è come un cantiere aperto, nel quale ognuno ha la sua parte, la sua posizione e l'opera del Signore diviene sempre più bella quanto più ognuno svolge il compito per il quale è stato pensato e chiamato. Il progetto è contenuto nella Parola del Signore, confermato dal discernimento dei Vescovi; il progettista è Dio: e ciò ci dà la certezza che l'opera alla quale siamo chiamati è valida. Al centro del progetto sta la Parola di Dio, proclamata, pregata, da osservare e mettere in pratica proprio perché è Parola di Dio.
La vita nuova è per tutti, anche per chi non è stato chiamato nel RnS. Ricuperiamo dunque la centralità dello Spirito Santo, che ci chiama a realizzare non una vita sociale ma comunitaria, fondata sulla preghiera carismatica, sui doni del Signore. Abbiamo bisogno di formarci con umiltà, perché la conoscenza del dono che ci è stato elargito viene un po' alla volta. Se sinora siamo stati pecore, non basta essere eletti per sapere come si fa il pastore, sempre consapevoli che l'unico Pastore è Gesù. Partiamo insieme - e non in ordine sparso - per educarci a vivere la cultura di Pentecoste, cioè la testimonianza, la 'messa in pratica' di quanto indicato da Gesù per la sua Chiesa. Chi giungerà nei gruppi - e di sorelle e fratelli abbiamo anche bisogno - dovrà trovarci all'opera come in un cantiere attivo nella costruzione.

Nell'opera di formazione abbiamo strumenti importanti: le riviste "Rinnovamento nello Spirito" e "Alleluja" che ci aiutano a coltivare la conoscenza del corpo al quale apparteniamo e che, come l'amicizia, hanno bisogno di relazioni, di ascolto, anche di 'amici silenziosi' come possono essere i libri, come ci ha ricordato CARLA OSELLA.

GUIDO TOMASI ha posto in evidenza il bisogno di esercitare concretamente il sostegno fraterno, dando per quello che si è in obbedienza alla parola che ci invita a dare secondo i bisogni della Chiesa. Il sostentamento è indispensabile per la famiglia del RnS, per far funzionare questo pezzo del corpo nelle iniziative alle quali siamo stati chiamati anche dal Pontefice, tra le quali ricordiamo il Progetto unitario di Formazione, Casa- famiglia a Loreto, Segreteria e sede nazionale, Progetto chiesa in Moldavia.

Nel pomeriggio abbiamo avuto la grazia e la gioia di avere con noi SALVATORE MARTINEZ, che ci ha invitato - sul tema proposto - a registrare e riascoltare nella giornata il Salmo 139, che ci mostra Dio in azione, perché spesso è per noi il rimprovero di Gesù: "Ma voi non volete venire a me per avere la vita" (GV 5, 40), mentre Gesù è venuto per donare la vita in abbondanza. La vita terrestre, vissuta nella fede, diviene già ora vita celeste, vita nuova, preludio della vita eterna, della quale saremo chiamati a rendere conto nel giudizio.


PREGARE PER RESTARE IN VITA
Appare attualissimo il richiamo dei Padri conciliari alla vita, oggi minacciata su molti fronti. Lo Spirito dà la vita e viene mortificato dallo spirito di morte. Niente più della preghiera ci tiene in vita; senza di essa si soffoca. Occorre pregare per evitare che Dio sia escluso dal mondo. Pregare toglie dalla solitudine; solo chi prega vive già la vita di Dio. Solo chi prega vede i propri difetti e trova la forza di superare le tentazioni. Dobbiamo PREGARE come se tutto dipendesse da Dio e AGIRE, come se tutto dipendesse da noi (sant'Agostino).

ALLA PRESENZA DELLA PAROLA
La formazione, anche estiva, darà forza ai responsabili. Rigenerati dalla parola di Dio, questa Parola che ci ha creati ci fa passare di creazione in creazione. Il RnS è nella, dalla, con, per la Parola. E' popolo che si lascia ferire e curare dalla Parola, che rende uomini veri, sacerdoti veri, donne e mamme vere.
La Bibbia non si rispetta tenendosene lontani! Già san Giovanni Crisostomo rilevava che 'nella vita tu hai mille motivi per disperarti. Tu hai bisogno della parola di Dio!'

MAI SENZA CIELO
Il Signore ci ha dato mente, mano, occhi, cuore, sensi per poter sentire il grido dell'eternità, per vivere quel grido che, sotto l'azione dello Spirito Santo, nei gruppi genera l'eternità per noi e per i fratelli che, contagiati dal calore dell'accoglienza e della gioia, vengono. I gruppi di RnS devono essere camera di ammissione alla "stanza dell'amore vissuto", luoghi dove ci si può fidare che Gesù Cristo è il Signore, potenza e presenza di Dio. Luoghi dove rendere presente Dio. Il cielo è qui; Gesù è qui e si deve vedere. Passa da noi la vita e la speranza. Mai qualcuno torni a casa senza cielo, consolazione, amore.

La FEDE CARISMATICA si riscontra quando:
1. siamo capaci di sopportare il male, di vincerlo con il bene e perdonare
2. anticipa i tempi e noi avvertiamo la fame e la sete della Parola, per nutrirci e sfamare i fratelli e le sorelle, per portare Gesù.
3. teniamo lo sguardo fisso su Dio ed abituiamoci leggere in modo carismatico la realtà, cioè a vedere la presenza o l'assenza di Dio e di Gesù in ogni situazione della vita. A dire: "si faccia tua volontà"
4. ringraziamo il Signore che elargisce segni
5. la proclamazione di Gesù dipende anche da noi, ai quali è stato rivolto il comando di andare, predicare - specialmente con la vita -
6. i segni accompagneranno la fede. Questa è la nostra responsabilità.

Ricordiamo che nulla è impossibile a Dio; che la fede, anche quando è piccola, tiene in piedi la storia; che siamo amati senza misura. Viviamo da cristiani e carismatici perché vogliamo raccontare che Gesù è vivo, presente, disposto a farci vedere la bellezza del suo nome, unico nome che salva. Ritorniamo sempre allo Spirito ed abbiamo il coraggio di affidarci alla potenza che ci raggiunge, credendo che lo Spirito Santo vuole rendere ancora più bella la Chiesa. Signore, qui ti attendo.

Si è poi vissuto un AMPIO E MERAVIGLIOSO TEMPO DI PROCLAMAZIONE DEL NOME E DELLA PRESENZA DI GESÙ, che ha operato per la gloria del Padre. Il ministero della musica e del canto, in alcuni momenti anche quello della danza, insieme con gli altri ministeri ci hanno aiutato ad aprire cuore e labbra. Prima della conclusione dell'eucaristia tre testimonianze di cristiani in cammino sono state proclamate a gloria del Padre ed hanno confermato e fatto 'toccare con mano' alcune delle meraviglie della sua incessante opera, con guarigioni e con la forza di vivere la castità.

Prima della pausa che ha preceduto la messa, il CAMMINO BAMBINI E RAGAZZI ha proposto all'assemblea una grande sagoma, che ci ricorda l'opera del Signore: OGNI FIGLIO È VERA OPERA DEL SIGNORE. Sono suo dono i suoi figli, generati da padre e madre, ma sempre inviati da Dio. OGNI GIORNO LA GLORIA DI DIO È VIVA NELLA FAMIGLIA! Ed è da rispettare e nutrire perché avvenga una vera crescita, non solo fisica. Ogni bambino, opera di Dio, sia accolto, amato, aiutato a crescere nella fede, speranza e carità da ognuno di noi, perché ognuno - genitore, nonno - è corresponsabile dell'opera di Dio. Ci diamo appuntamento il 20 settembre 2008, al pellegrinaggio delle famiglie presso il Santuario di Pompei per mostrare il volto delle famiglie cristiane che pregano, amano e sperano, per consegnare all'intercessione di Maria l'Italia.

Nel corso dell'Eucaristia, presieduta dal Vescovo ausiliare di Torino, Mons. GUIDO FIANDINO ci ha poi ricordato che Paolo di Tarso era ben consapevole che il protagonista dell'opera era il Signore, e non lui. "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga" (GV 15, 16). Siamo opera dell'amore di Dio, che ci ha raggiunti, afferrati per compiere l'opera di Dio attraverso ognuno di noi, chiamati ad essere suoi testimoni per essere sua visibilità nel mondo. Abbiamo una vocazione da capogiro perché lo spirito dei vicini di casa, di parenti, colleghi... si rinnovi grazie alla nostra testimonianza. Lo stile di vita cristiano non si deve nascondere come un camaleonte. In ogni momento noi possiamo far fare a Gesù una bella figura o una figuraccia, a seconda dei nostri comportamenti.
Pregare il Vangelo con la vita comporta persecuzioni ma è il Signore stesso che ci invita a non temere. "Quando verremo a te nella morte, possa Tu trovarci almeno combattenti se non vittoriosi" (sant'Agostino). Nell'Eucaristia esprimiamo gratitudine per l'opera che il Signore sta compiendo, mentre siamo umilmente consapevoli dell'incarico che Dio ci affida. La testimonianza cristiana comporta fatica ma anche gioia spirituale. Il Papa Benedetto XVI ci invita ad essere cristiani uniti, ma non fusi; umili e non pavidi; semplici, ma non ingenui; pensosi e non complicati. Continuiamo anche a pregare perché il Signore mandi - e siano accolte - vocazioni sacerdotali, religiose, di speciale consacrazione, missionarie, diaconali.