Rinnovamento nello Spirito Santo - Piemonte e Valle d'Aosta

Conferenza Regionale Animatori 2008 - 23 Novembre
MazdaPalace Torino
Tema della giornata: “Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti” Mc 9,35b

MARCELLA RENI, direttrice del RnS, si è sentita 'come a casa propria' con i partecipanti alla Conferenza regionale animatori del Piemonte - Valle d'Aosta, svolta domenica 23 novembre 2008 - Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo - a Torino, al Mazdapalace. Sin dall'inizio della giornata le mani della Vergine Maria, nel cui nome ci si è scambiata una benedizione, ci hanno introdotti alla presenza del Signore, in un clima di ordinata e orante accoglienza. Le Parole annunciate hanno ricordato: la "vostra fatica non è vana nel Signore" (1 COR 15, 58) e che "Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. 16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto" (GV 15, 15- 16).
MARCELLA ci ha guidati a comprendere che CRISTO È PONTEFICE cioè PONTE fra la terra ed il cielo. Alla destra del Padre, intercede per ognuno di noi; gli racconta dei nostri bisogni, attese, desideri. Le porte del Paradiso sono aperte per sempre. Ad ogni animatore e persona rinnovata dallo Spirito Santo spetta l'annuncio della storia della salvezza.
E nei pastorali si trovano donne e uomini diversissimi, come diversi erano anche gli Apostoli.

LE CONDIZIONI PER RIMANERE NELL'AMORE E FRUTTIFICARE riguardano ogni animatore.
1. All'animatore è richiesta FEDELTÀ A DIO, alla preghiera, a dimorare nel cuore di Gesù. Sennò tutto quello che si fa, anche le cose più belle e meglio riuscite, vengono messe come in un SACCHETTO FORATO.
2. FEDELTÀ ALLA CHIAMATA: nessuno è nel RnS per caso. A volte le circostanze appaiono fortuite, ma si tratta di una vera VOCAZIONE, di una CHIAMATA, di una scelta operata da Dio. Ma se non siamo fedeli alla Chiesa, il RnS smetterà di rinnovarsi e di rinnovare i cristiani con la riscoperta e l'uso dei carismi. I frutti di questa chiamata che ci è stata rivolta sono da restituire moltiplicati a Dio, che è fedele.
3. FEDELTÀ ALLA CHIESA, come ci ricorda la costituzione conciliare LUMEN GENTIUM 1,1: La Chiesa è sacramento perché rende visibile l'invisibile. Rinnovamento, con i nostri comportamenti manifestiamo l'invisibile? Rendiamo bella, senza rughe e senza macchie la nostra madre Chiesa? Le ricchezze suscitate nel RnS sono da donare alla Chiesa e non si possono tenere per noi. Anche nei gruppi il Signore chiama e manda fratelli e sorelle. A noi spetta ACCOGLIERLI/ CUSTODIRLI/ RESTITUIRLI A DIO. Si fidano di noi e si lasciano condurre.
4. FEDELTÀ AL MONDO. Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unigenito Figlio. Non rintaniamoci dunque nelle sacrestie perché il mondo attende. 'Se non ci sono uomini infiammati da Dio, non possono portare Dio agli uomini' (Papa Benedetto XVI). Noi siamo stati scelti per far risplendere questa fiamma.

IL MODO GIUSTO DI SERVIRE
Il samaritano, che scendeva a Gerico, aveva una mèta, un percorso, una strada, ma si fermò a soccorrere il malcapitato perché aveva una SPERANZA: quell'uomo poteva vivere ancora. Noi, se saremo privi di speranza, non avremo occhi per riconoscere i malcapitati che il Signore mette intorno a noi. Solo fermandosi dal malcapitato si farà bello il RnS, la Chiesa, quando la vita del fratello e della sorella sarà più importante delle programmazioni, delle stanchezze, anche delle malattie e dei propri bisogni.
VIVERE NEL PRIMATO TEOLOGALE DELLA FEDE significa che tutti i miei passi e le mie decisioni dipendono da Lui.
VIVERE NEL PRIMATO TEOLOGALE DELLA CARITÀ significa accettare di farsi sostituire il cuore da Lui ed avere passione. Il Battesimo è sacramento, morte, martirio - almeno della volontà se non della vita fisica - testimonianza, per poi riemergere alla vita.
VIVERE NEL PRIMATO TEOLOGALE DELLA SPERANZA significa attesa, sguardo rivolto al futuro in attesa dei suoi prodigi, segni e miracoli, attendendoli anche in silenzio. Continuando a sperare che il Signore venga a visitarci.

PER PORTARE I FRATELLI E LE SORELLE A DIO
Attingiamo da san Paolo il modello del servizio indicato nella PRIMA LETTERA AI TESSALONICESI 2, 2 - 12. Lì è il ritratto del responsabile e dei membri dei pastorali, perché viene indicato il modo per servire, in MODO PATERNO E MATERNO insieme, amorevoli, senza cercare la propria gloria. Sono richieste tutte le nostre energie, tutto il nostro tempo e, a volte, anche la perdita economica, ben sapendo che il premio a cui si va incontro è ben più grande.
Esaminiamoci: curare è stare accanto ai malati. Lo facciamo? Ci mancano? Facciamo un appello silenzioso o chiudiamo gli occhi sulle situazioni ed animiamo la preghiera? Al servo è richiesto di lavorare, faticare: il Regno non viene senza fatica!
Il nostro comportamento è irreprensibile come quello di un padre? Esercitiamo autorevolmente a paternità - che non va scambiata con l'autorità -? Possiamo dire come Paolo: imitate me come io imito Cristo?
Se saremo attenti come padri e madri premurosi, solo così saremo fedeli alla chiamata.
Aiutiamoci nella difficoltà con una preghiera di Delbrel sul servizio: 'sceglierei quel catino colmo d'acqua sporca, senza mai alzare la testa oltre il polpaccio, per non distinguere dal volto amici e nemici. In silenzio lavare i piedi dei fratelli, 'finché tutti abbiano capito, nel mio, il tuo amore'.

LORENZO PASQUARIELLO, coordinatore regionale, nel suo intervento, ha sottolineato che accettare la chiamata è un atto di volontà libera e c'è bisogno che la chiamata sia quotidianamente rinnovata, perché siamo attaccati. Rinnoviamo dunque il patto di fedeltà, dato che non abbiamo scelto noi i fratelli, né il luogo. Verifichiamoci se siamo stati fedeli alla Parola che ci fu donata a giugno dalla LETTERA AI FILIPPESI 4, 13: "Tutto posso in Colui che mi dà la forza". Abbiamo creduto e sperimentato che possiamo fare tutto? Il Signore continua a starci accanto; siamo noi che abbiamo bisogno di essere fedeli. Ci sono gruppi in formazione; son giunti nuovi fratelli; alcune comunità hanno festeggiato i trenta anni di cammino. Accanto a ciò si sono anche manifestati alcuni elementi di criticità. Teniamo sempre presente che il Signore ascolta tutte le preghiere, ma non ha le nostre categorie di tempo. A suo tempo le porterà a compimento.

I DUE PILASTRI DEL RnS
" E' iniziata la nuova avventura della FORMAZIONE, per riprendere periodicamente i fondamenti, che non si possono ignorare né non vivere, perché sempre ci sono nuove stagioni, cammini, nuove persone a cui spezzare il pane della grazia che ci è stata donata. Così si impara a stare insieme, insieme per pregare, unificati nel cuore da Cristo. Va sempre dato il nutrimento della Parola di Dio.
" La FORMAZIONE DOVRÀ AFFIANCARE LA PREGHIERA COMUNITARIA CARISMATICA, durante la quale ci si incontra per adorare, lodare, ascoltare, chiedere una nuova abbondante effusione di Spirito Santo. Sono due momenti da tener distinti. FORMAZIONE E PREGHIERA COMUNITARIA CARISMATICA sono i DUE PILASTRI della vita del RnS, alla quale si accompagna ovviamente la vita sacramentale, per costruire l'edificio spirituale con noi, pietre vive. I due pilastri non si possono spostare né ridurre ad uno. Hanno la stessa dignità e vanno praticati, anche quando costa sacrificio e fatica, perché questo è voler credere nello zelo per la casa del Signore. Si viene all'incontro settimanale preparati, pregando quotidianamente la Parola, ma anche digiunando da radio e televisione, perché, mancando il silenzio, spesso siamo trascinati da quella parte di mondo che ci rattrista e ci impedisce di trasformare il mondo.
" Le schede ed i materiali sono facilitatori della Parola di Dio e ci mettono in contatto con la parola della Chiesa. Sono a disposizione; strumenti e metodi di chi vuol mettersi a servizio del RnS per formare i fratelli. Non si costruiscono i pilastri con altri materiali perché quello che ci è stato donato nel Progetto unitario di formazione è materiale buono, confermato dal discernimento dei Vescovi perché il RnS DIVENGA SEMPRE PIÙ UN CAMMINO DI FEDE e non rimanga solo un'esperienza. Essere fedeli consiste nell'utilizzare ciò che ci è stato donato. Le altre possibilità di formazione sono come ornamenti, stucchi per abbellire ma non saranno la base, fondamento sicuro e certo.
" Prendiamo dunque l'impegno di aprire il cuore e di donarlo al Signore; il cuore e non solo la mente o il sentimento. La chiamata viene direttamente dal Signore. La strada è stretta, in salita, con buche ed ognuno la percorre con un peso sulle spalle. Ma in cima alla salita c'è Colui che ci è sempre stato accanto nella vita. Da Lui attendiamo di sentire: 'Vieni, servo buono e fedele' (MT 25, 14- 30).

Prima della pausa, sono poi state presentate persone ed iniziative del CAMMINO REGIONALE GIOVANI, la Rivista ed alcuni libri; e, a seguire, il CAMMINO FAMIGLIE e la necessità del SOSTEGNO FRATERNO, basato sul senso di appartenenza, in segno di gratitudine per la missione che abbiamo ricevuto, riconosciuta e benedetta dai Vescovi, garanzia di cammino sicuro verso la santità e la felicità eterna.

Il ministero della MUSICA E CANTO, quello della DANZA e della LITURGIA ci hanno validamente introdotti al tempo del ROVETO ARDENTE, condotto da MARCELLA RENI che ci ha ricordato che ogni Roveto dovrà avere sempre più Gesù al centro, presente fisicamente. E' stato un tempo di grazia particolare, di intimità profonda e personale, nonostante la presenza di oltre 1600 persone. Su bigliettini colorati, distribuiti all'ingresso, è stato scritto il nome di chi desiderava donare il proprio cuore a Cristo, per non fermarsi nel cammino spirituale che, se resta fermo, imputridisce come acqua stagnante. Raccolti in un cestino, il nome di ciascuno - prezioso agli occhi del Signore - è stato steso come tappeto di fronte a Cristo Re che si è reso pienamente presente in corpo, anima e divinità. Benediciamo il Signore.

Nel corso dell'EUCARISTIA concelebrata, momento culminante della giornata della Conferenza regionale, l'assistente spirituale regionale, padre MIMMO LOVERA, nell'omelia ha sottolineato le due immagini di Cristo- pastore (immagine del pellegrinaggio) e di Cristo - Re (immagine della gloria quando tutti approderemo al mare dell'eternità).
Il giudizio finale sarà sull'amore e dipenderà dall'apertura di cuore che avremo avuto nel tempo propizio per la nostra conversione. Il giudizio del re sarà fondato sul giudizio che noi avremo dato ai poveri in questo giorno di salvezza nel quale costruiamo il nostro futuro eterno.
Per regnare, occorre dare la vita, essere pastori e servi nell'umiltà. Tutti sono chiamati alla fedeltà, specialmente chi ha responsabilità di pascere il gregge di Dio, lasciandosi condurre dallo Spirito Santo. Questo avviene con la preghiera assidua, continua, nutrita giornalmente dall'Eucaristia, senza limitarla alla serata dell'incontro di gruppo. Accoglie, ama, valorizza ogni fratello nella comunità, ponendo in primo piano il bene delle persone, donandosi ed amando profondamente le persone che gli sono state affidate dal Signore. Le cura con entusiasmo, senza diventare padrone del gregge. Servire è rinunciare a pretese personali. Si consegna al Padre per i fratelli, all'insegna della gratuità, sperimentando anche la solitudine e portando la croce, segno della presenza di Dio. Chi ama fino in fondo porta un pezzo della croce del Signore.
Impariamo a curare il silenzio interiore per riflettere, esaminare con distacco, accogliere l'ispirazione profetica prima di agire e ad usare riserbo quando si parla dei fratelli nel pastorale. Voglia il Signore renderci capaci di rivelare l'amore, senza limitarsi a dirlo, mostrandolo nella vita. Il servizio donato ai fratelli è una FORMA ALTA DI AMORE; è una FONTE DI CRESCITA; è FONTE DI UNITÀ per i gruppi e le comunità. Conserviamo e rinnoviamo la gratitudine per l'amore incessante di Dio. "Signore, facci essere buoni pastori nel tempo, per regnare con Cristo nell'eternità". Amen.

Prima di concludere la Conferenza abbiamo avuto modo di udire una TESTIMONIANZA di guarigione dell'anziana madre di Rosa, proveniente dall'Ecuador. La situazione era stata affidata a Dio con tutta la fede. Si è pregato intensamente con insistenti preghiere sia in Italia, sia in Ecuador. Gloria e grazie a Dio per le sue meraviglie e per il suo amore!

La Vergine Maria accompagni giornalmente ogni persona nel cammino costante di conversione, di cui ogni donna ed ogni uomo sempre necessitano.

                                                                                             Sintesi a cura di Enzo Gastaldi