Rinnovamento nello Spirito Santo - Piemonte e Valle d'Aosta

Scuola Interregionale Animatori - Piemonte Valle d'Aosta e Liguria
Acqui Terme, 20-23 Agosto 2015
 

“Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato” (2Tm 1,14)


Anche quest’anno, circa 200 animatori e responsabili del Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria si sono ritrovati ad Acqui Terme, per la sessione di Livello Base, promossa dal Comitato Nazionale di Servizio, per il consolidamento dell’identità carismatica e dell’appartenenza al cammino del RnS.
Il CRS, che ha presieduto e guidato questi intensi giorni di preghiera e formazione, non ha fatto mancare ciò che con la scuola si voleva  consegnare: il metodo carismatico e  la teologia dell’esperienza.
Le relazioni che sono stati oggetto di approfondimento e condivisione nelle sessioni pomeridiane, hanno avuto come soggetto le 4 definizioni di Papa Francesco donate al RnS lo scorso anno allo Stadio Olimpico.

  1. Il Rinnovamento nello Spirito Santo: identità, esperienza e missione.

 “Siete nati da una volontà dello Spirito Santo come una corrente di Grazia nella Chiesa e per la Chiesa”.

  1. L’esperienza personale e comunitaria della signoria di Gesù.

“Tutto sulla base dell’adorazione. Il fondamento del Rinnovamento nello Spirito Santo è adorare Dio”.

  1. La Formazione e l’accompagnamento nei Gruppi e Comunità del RnS.

“Sempre con la parola di Dio... Nei Documenti di Malines, voi avete una guida, un percorso sicuro per non sbagliare strada”.

  1. La Missione del RnS.

 “Il Rinnovamento carismatico è una grande forza al servizio dell’annuncio del Vangelo nella gioia dello Spirito Santo”.
Dal CNS, accolto con grande gioia e familiarità, è intervenuto Lorenzo Pasquariello, che approfondendo proprio l’ultima relazione sulla Missione del R.n.S., attraverso 5 parole che iniziano con le prime 5 lettere dell’alfabeto ha voluto consegnare un  mandato che riassume l’intervento:

  1. Assenti (assenti da coinvolgere riportando e condividendo  il bene prezioso che ci è stato affidato)
  2. Benedire (dire bene, ovvero benedire il RnS per la sua missione nella Chiesa e per la Chiesa)
  3. Costruire la comunità (in rif. a trasformare i nostri gruppi in comunità poggiate sui 4 pilastri che definiscono le prime comunità cristiane, riportata dall’evangelista Luca agli Atti degli Apostoli (2,42)
  4. Dedicare del tempo a Gesù (in rif. alla preghiera personale e quotidiana)
  5. Evangelizzare (La Missione del R.n.S.)

Si ringraziano i sacerdoti don Gabriel, don Attilio (della diocesi di Susa), don Patrick (diocesi di Torino) che hanno reso intense e preziose  le celebrazioni Eucaristiche, dei quattro giorni, nonché il grande momento del Roveto Ardente  svoltosi nella serata del secondo giorno secondo il programma.

Non è mancato l’esperienza di evangelizzazione,  per le strade e le piazze di Acqui che ha avuto come evento una splendida  celebrazione Eucaristica all’aperto, presieduta da S.E.R. Pier  Giorgio Micchiardi, vescovo di Acqui Terme  e animata dal Ministero Musica e Canto Regionale.
 
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Le testimonianze di 2 famiglie, quella di Pietro e Marina di Chivasso e Stefano e Mara di Vercelli, hanno confermato cosa significa rinascere a Vita Nuova mediante la potenza dello Spirito Santo.
 
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Testimonianza di Cinzia
 
Testimonianza di Michela
   

Sono Cinzia sposa di Elio, abbiamo due figli Federico e Valentina, da circa 4 anni faccio parte del gruppo del Rinnovamento Tempio dello Spirito Santo di Casalbeltrame diocesi di Vercelli.
Nel gennaio del 1989 una gravissima malattia ha colpito Federico che all'epoca aveva 5 anni e mezzo. Una banale influenza, lo portò in rianimazione per arresto cardiaco.
Lo rianimarono, intubarono, sedarono e ci dissero che una sindrome rarissima lo aveva colpito, non esistevano cure per fermarla e non c'erano speranze che sopravvivesse.
Paura, impotenza, nudità. Insieme abbiamo cominciato a pregare, Maria Santissima,  con tanta fede e speranza, permettendo a Gesù di venire ad abitare in mezzo a noi!
Dopo 15 giorni ci dissero che sarebbe sopravissuto. Il Signore lo aveva salvato! Però i danni erano importanti: lesionati gli occhi, palpebre e cornee, quindi cecità, l'esofago e i polmoni. Lunghi mesi di ospedale, a luglio il ritorno a casa e la presa di coscienza che la nostra vita non sarebbe più stata la stessa.
Nel 2003, dopo una serie di interventi invasivi  dolorosi e molto costosi, a Roma, una protesi nell'occhio destro permetteva un parziale recupero della vista. Ma nel febbraio del 2011 una grave infezione colpiva proprio quell'occhio e la protesi infettata veniva rimossa. Di nuovo la cecità con il rischio che perdesse l'occhio perchè le complicazioni si susseguivano. Mesi di paura e sconforto ma la preghiera era incessante e la cosa che chiedevo, al di sopra di tutte, era la sua conversione.
Federico come sempre sopportava tutto con pazienza e coraggio, aveva ricominciato a pregare e gli leggevo la parola.
Io Incomincio a frequentare il gruppo del rinnovamento nella mia parrocchia. Mi sentivo accolta, compresa, compatita, un'oasi di pace nelle grandi difficoltà di quel momento, il pianto, che avevo imparato a trattenere,  poteva finalmente scorrere libero.
Intanto la crisi economica incomincia ad attaccare la nostra piccola attività. Rassegnati alla chiusura e col rischio di trovarci senza lavoro né casa, incominciammo a pregare in famiglia la coroncina alla Divina Misericordia che ci diede tanta tranquillità.
Il 14 marzo 2012 moriva mio papà e la Preghiera d’Effusione, che ricevetti il mese successivo, fu balsamo che alleviò il dolore.
La nostra preghiera proseguiva e improvvisamente la ns. attività stava tornando a vivere; tutt'oggi sebbene ridimensionati, siamo in piena attività.
Nel frattempo avevamo trovato a Milano una nuova protesi che poteva ridare la vista a Federico, ma dopo una serie di interventi abbiamo dovuto rinunciarvi.
Era un Giovedì il 25/10/2012, Federico improvvisamente decise di confessarsi e partecipare la domenica dopo alla celebrazione eucaristica. Il Signore gli diede il benvenuto con il vangelo di Marco, la guarigione del cieco Bartimeo!
Gioia grande e incontenibile, il mercoledì alla preghiera il Signore confermò con lo stesso passo del vangelo.
Nella preghiera chiedevo a Gesù la vista, ma anche l'accettazione della cecità se quella fosse stata la Sua volontà.
Io, Elio e Federico nel Giugno del 2014, partecipiamo alla convocazione nazionale a Roma. Ci fu la testimonianza gioiosa di una sorella non vedente che ci colpì profondamente. Al ritorno nostro figlio disse che aveva deciso di vivere nella pienezza la sua vita, anche nella cecità.  
Da un mese Federico si è trasferito nella sua nuova casa ed è molto contento, sta aspettando un cane guida per raggiungere l’indipendenza esterna. Noi siamo orgogliosi di lui e vediamo ancora una volta l'opera di Dio che supera ogni nostra aspettativa.
Il mio cammino nel gruppo sta proseguendo e ora faccio parte del pastorale di servizio. Il fatto straordinario è che sperimento l'unione con i fratelli, persone che non ho scelto io ma che il Signore mi ha donato, e la preghiera settimanale non è fine a se stessa ma continua nel corso della settimana donando nuovo vigore alla mia vita spirituale. Piena di fiducia con il cuore traboccante di gratitudine continuo il mio percorso, non ho paura di quello che ci aspetta perchè sono certa che per quanto sarà pesante la croce, Gesù ci aiuterà a portarla e lo Spirito Santo rafforzerà la nostra fede e la speranza.
Lode e gloria al Signore. Alleluia!    

 

Ciao a tutti!
Sono Michela, ho sedici anni e frequento il Rinnovamento da quando ero molto piccola, vivendo la mia prima Convocazione Nazionale a Rimini all’età di un anno e mezzo; in questi anni seguo spesso mia madre negli incontri di preghiera, dando anche il mio piccolo contributo con qualche servizio.
Nel 2010 partecipo al Seminario di Vita Nuova e il 25 Aprile ricevo la preghiera di Effusione. Tutto sembra tranquillo, quando all’inizio del 2014 mi allontano dal mio gruppo, dal Rinnovamento, dalla fede, da Dio. Non voglio più sentirne parlare, mi sento delusa da Dio, abbandonata. Mi convinco che non esiste, un Padre buono, non avrebbe permesso tante cose che mi hanno ferito. Non mi accorgo di quanto sto facendo soffrire i miei genitori, i miei nonni e anche i fratelli del Rinnovamento e che tutti continuano a pregare per me e per la mia conversione.
Provo rancore verso tutti coloro che credono in Lui, scontrandomi con mia madre che perde tempo per qualcosa che non esiste. Nel frattempo vivo la mia vita tranquillamente, mi sento più forte che mai e mi sembra di avere il mondo nelle mie mani. Mi circondo di persone lontane da Dio e questo mi va benissimo. Sono sempre insieme alla mia migliore amica e passiamo tanto tempo insieme: siamo noi due contro tutti. Nel Marzo del 2014 arriva anche il ragazzo. Sono la più felice di questo mondo, non mi manca proprio nulla con i miei due idoli, anche se il rapporto coi miei genitori sta peggiorando. A settembre, vengo piantata in asso dal ragazzo che amo. Mi casca il mondo addosso! Non solo, anche la mia amica si stacca sempre di più. Trascorro mesi bruttissimi ma continuo fermamente, con la mia idea contro Gesù. Comincio a stare male non tanto fisicamente, quanto psicologicamente: sono sempre triste e comincio a non trovare risposta nemmeno al perché della mia esistenza. Cambio anche scuola, convinta che questa sia la causa della mia tristezza ma mi sbagliavo. Sempre più triste e disperata, una sera di giugno, ritorno al gruppo e cosi nelle settimane seguenti. Partecipo con i giovani del Rinnovamento all’incontro del Papa a Torino. La mia conversione comincia nella sera del 20 Giugno, quando mi trovo in ginocchio davanti al Santissimo. Sono felice, felice per davvero, ma sento che non è ancora abbastanza. I primi di luglio vado a Roma per la Convocazione Nazionale. La felicità prende sempre più posto alla tristezza. Due settimane dopo Roma, mia nonna viene ricoverata in ospedale, ma sono tranquilla e piena di speranza. Manca ancora però la mia resa totale, che arrivata qualche settimana dopo.
Mi iscrivo alla scuola per animatori tenuta, ad Acqui Terme, dal 20 al 23 Agosto. Fino al giorno della partenza ho una parte di me che dice di rimanere a casa, l’altra non vede l’ora di partire. Appena arriviamo mi sembra di essere in un mondo parallelo, una gioia immensa invade tutti e anche me. Il primo giorno è letteralmente volato e non vedo l’ora di continuare, il giorno successivo è ancora meglio del primo. La sera facciamo il Roveto Ardente e per tutto il tempo gli animatori ripetono di lasciare le nostre catene ai piedi della croce e che Gesù ci ha perdonato. Trascorro tutta l’Adorazione in ginocchio a piangere: non capisco il perché e il come Gesù mi possa perdonare, dopo quello che gli ho fatto e gli ho detto.
Che gioia immensa sentirsi dire: Gesù ti ha perdonato!
Quattro giorni di preghiera, insegnamenti, attività esperienziali; è stato un susseguirsi di emozioni e sono stati decisivi per la mia conversione. Utilissimi anche per riprendere il cammino nel gruppo, con il giusto passo. Finalmente, dopo tanto tempo mi sento in pace con me stessa e ho il cuore pieno di gioia.
Sono anche più consapevole di quanto sia importante evangelizzare.
La tristezza e la buona novella non vanno d’accordo: la gioia più grande adesso è quella di annunciare a tutti che Gesù è vivo, che è il Salvatore e che è solo e soltanto Amore.
GESU’ E’ IL SIGNORE!!! Alleluja.